
Senza interventi medici, il Coronavirus circolerà nella popolazione per almeno altri diciotto mesi, fino a quando non arriverà a infettare il 70% delle persone, realizzando la cosiddetta immunità di gregge. Per questa ragione è importante che sia realizzato prima possibile il vaccino anti Covid-19, il rimedio dovrebbe mettere al sicuro almeno i soggetti più a rischio, come gli anziani e i malati cronici, nell’attesa che si realizzi l’immunità naturale oppure indotta.
Sono allo studio al momento diversi tipi di vaccino, ma in particolare sembra essere promettente quello dell’Università di Oxford realizzato in collaborazione con i laboratori IRBM di Pomezia, i risultati dovrebbero arrivare subito dopo l’estate. Il laboratorio di Pomezia è attivo nel campo della biotecnologia molecolare, sono stati loro ad aver realizzato il vaccino per l’Ebola e da anni collaborano con l’Università di Oxford. La sperimentazione del vaccino ha superato la prima fase, quella della somministrazione sugli animali, i macachi, ed è passata ora sull’uomo, la prima inoculazione è già avvenuta. Ora si stanno arruolando 1.110 persone non positive al test Covid-19. Metà di loro riceverà il vaccino, mentre il gruppo di controllo sarà sottoposto a un vaccino contro la meningite.Verranno prelevati campioni di sangue per rilevare la riposta al vaccino stesso. Verranno confrontati i tassi di infezione nei due gruppi e un certo numero di partecipanti dovrebbe sviluppare la malattia.
Gli esperti hanno dichiarato che se la trasmissione del virus rimane elevata, sarà possibile ottenere dati a sufficienza in un paio di mesi per verificare se il vaccino funziona. Se i livelli di trasmissione calano, la sperimentazione potrebbe richiedere fino a sei mesi. Il vaccino si chiamerà ChAdOx1 nCoV-19. Nei laboratori dell’azienda IRBM di Pomezia, è stato isolato il gene della proteina spike, ovvero la corona che dà il nome al virus stesso e che causa il contagio, permettendo al virus di attaccare e infettare le cellule umane. Quindi, il gene spike è stato unito a un virus di raffreddore, depotenziato, che funge da vettore, trasportando solo la parte in grado di attivare la risposta immunitaria e quindi di creare gli antigeni. Infatti l’organismo, in presenza dell’agente nemico, reagisce producendo anticorpi, che si attivano quando si entra in contatto con il Covid-19.
Giorgia Andretti