Stefania Prestigiacomo, titolare delle Pari opportunità, inaugura una struttura per i figli dei dipendenti
Se ci fossero più donne ai vertici di questo nostro Paese forse le cose per le famiglie italiane andrebbero meglio. Se non per sensibilità, almeno per concretezza. Leggere per credere.
Stefania Prestigiacomo, giovane ministro della Pari Opportunità è mamma da meno di un anno. Dopo mesi di poppate in ufficio e pappette in segreteria ecco che nella sede del ministero apre, a tempo di record, un micro-nido, destinato ad ospitare i figli del personale del dicastero. Figlio del ministro, compreso. L’inaugurazione è avvenuta ieri, alla presenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Il nido – circa 130 metri quadrati, al quarto piano, lo stesso dove hanno sede gli uffici ministeriali – è provvisto di tutto il necessario: un’area per i giochi, un ambiente per le culle ed uno per i pasti.
Potrà ospitare fino a 10 bambini di età fra i tre mesi e i tre anni, anche se i piccoli ospiti sono, per ora, quattro o cinque. A partire dal piccolo Gian Maria, il figlio del ministro, un anno ad ottobre, che ieri non ha però potuto essere presente insieme a quelli che saranno i suoi compagni all’inaugurazione del “Qui Quo Qua”: è a casa convalescente per una varicella.
Si tratta del primo nido realizzato in un ente pubblico dopo le norme previste a tal scopo nella scorsa Finanziaria: “Per questo obiettivo – ha sottolineato Prestigiacomo – abbiamo varato un disegno di legge attualmente all’esame della commissione Affari sociali della Camera, ma nella Finanziaria dello scorso anno abbiamo anticipato una parte di tali norme dotandole di finanziamenti. Questa è appunto la prima attuazione dell’articolo 70 della Finanziaria, che autorizza le pubbliche amministrazioni a realizzare micro-nidi, formule cioè più gestibili e meno costose, al loro interno”.
Un esempio che il ministro si augura possa essere presto seguito anche in altri luoghi di lavoro pubblici e privati: “I fondi ci sono – ha detto – ma soprattutto ci sono deducibilità, sia per le imprese che quindi possono dedurre parte dei costi, sia per le spese di funzionamento e per le famiglie”. E’ l’istituzione “più adatta – ha detto ancora Prestigiacomo – per dare un segno concreto al paese: con un investimento minimo abbiamo realizzato una struttura che rende serene le mamme che lavorano al ministero ed anche qualche papà. Pensiamo che una struttura così piccola ma funzionale non debba spaventare gli imprenditori: il micro-nido – ha aggiunto – è improntato alla flessibilità e può essere poi eventualmente smantellato con una spesa minima quando non servirà più”. Poi, un commento personale: “Come mamma lavoratrice sono contenta – ha detto il ministro – portavo il mio bambino al lavoro perché molto piccolo ma ritenevo che questo non dovesse essere un privilegio, perché essere presente al lavoro con il proprio bambino vicino e “sotto controllo” è un’esperienza fantastica. Spero che questo esempio venga seguito presto”.
Ce lo auguriamo anche noi, naturalmente. Resta però solo una incertezza. Dalle dichiarazioni rilasciate in occasione dell’inaugurazione, il micro-nido del ministero risulterebbe gratuito, in attesa che vengano definite le norme di deducibilità e sia possibile chiedere ai lavoratori una partecipazione ai costi. Speriamo in tempi brevi. Diversamente il micro-nido del ministero della Pari opportunità più che un esempio risulterebbe una beffa per tutte le mamme che devono affrontare ogni mese il pesante costo di asili nido e baby sitter.
Matteo De Matteis