Quella in arrivo quest’anno si chiama Panama ed è molto violenta: al via la campagna di prevenzione
Si chiama “Panama”, viene dal Madagascar e rischia di mettere a letto cinque milioni di italiani. Il doppio rispetto all’anno scorso. E’ il virus che scatena l’influenza, un’influenza che presenta una sintomatologia molto più intensa e contagiosa rispetto a quella degli anni precedenti.
I sintomi dell’influenza avranno un esordio brusco e improvviso con mal di testa, dolori alle ossa, febbre alta (oltre 38 gradi), astenia. Ma anche mal di stomaco e dolori alla pancia.
Tutto come sempre ma con un’intensità e un rischio di diffusione maggiori. Quella di quest’anno sarà un’epidemia più ostinata nei confronti degli adulti prendendo meno di mira i bambini, che invece erano stati i suoi bersagli preferiti lo scorso anno e quello precedente.
I virus dell’influenza non sono ancora arrivati in Italia. Attualmente circolano virus di altro tipo per lo più del raffreddore, spesso abbinati a febbre bassa e dolori intestinali. Si tratta in realtà di forme parainfluenzali, niente a che vedere con l’influenza che arriverà in inverno.
Gli esperti per cercare di arginare quella che potrebbe diventare un’epidemia, stanno già lavorando sulla preparazione del vaccino. Ma per isolare il virus bisognerà attendere le festività natalizie.
In linee generali l’influenza può essere una patologia di breve durata ma di importanza notevole soprattutto per i soggetti maggiormente a rischio: anziani che hanno superato i 65 anni di età, soggetti immunodepressi, bambini e adulti che soffrono di patologie all’apparato respiratorio e circolatorio. A loro è rivolta la campagna di vaccinazione già avviata. I vaccini di quest’anno contengono i tre ceppi virali (trivalente) che sono attesi quest’anno nel nostro emisfero d’Oriente: due di ceppo A e uno di ceppo B.
Federfarma annuncia che le aziende farmaceutiche hanno già pronti i lotti in magazzino e la distribuzione del vaccino è scattata proprio in questi giorni. I vaccini dunque arriveranno nei prossimi giorni in farmacia e nelle Asl, dove saranno a disposizione dei soggetti per i quali è raccomandata la prevenzione.
Il periodo ideale per vaccinarsi è dalla metà di ottobre fino alla fine di novembre per garantirsi così l’immunità per i prossimi sei-otto mesi. Il consiglio è quello di abbinare la vaccinazione antinfluenzale a quella antipneumococcica, che difende dalla principale complicanza polmonare dell’influenza. Nella maggioranza dei casi è sufficiente una sola dose di vaccino, mentre per i soggetti più deboli può essere raccomandabile la somministrazione di due dosi a distanza di almeno quattro settimane.
Sulla eterna diatriba che vede da una parte i sostenitori del vaccino ad ogni costo e dall’altra coloro che sostengono la necessità di autovaccinarsi contraendo la malattia, gli epidemiologi sono del parere che, per i soggetti debilitati, il vaccino è sempre consigliabile ma va fatto esclusivamente previa visita medica.
Domizia Luzzi