Scuola competitiva, impegni nel pomeriggio, tensioni in famiglia: una psichiatra francese lancia l’allarme
L’allarme arriva dalla Francia e riguarda la Francia, ma sarebbe superficiale considerarlo per nulla attinente alla nostra realtà. A lanciarlo è una psichiatra dell’infanzia Gisele George, che ha scritto un libro preoccupante: “Questi bambini malati di stress”. L’opera è un atto di accusa al sistema di vita nel quale crescono i bambini francesi: scuola con sistema troppo competitivo, corsi di musica, sport agonistico; al rientro a casa, tensioni in famiglia. I bambini – denuncia Gisele George – sono stressati, fin da età tenerissime hanno mal di pancia di fronte al minimo ostacolo e in molti casi devono ricorrere a farmaci tranquillanti e a cure psichiatriche.
L’opera è frutto di otto anni di pratica in ambulatorio, un lungo periodo durante il quale davanti alla dottoressa sono sfilati bimbi in preda a panico da prova scolastica, rifiuto di misurarsi con i coetanei, mal di pancia, fobie, insonnia, ossessioni. Fin da sei anni, dall’inizio della scuola elementare, lo stress colpisce i giovanissimi come gli adulti. Il sistema scolastico francese è già da tempo sotto accusa perché superselettivo fin dall’inizio e fonte di pressione insopportabile su bambini e ragazzi. La studiosa parla di scolari modello, dalla pagella invidiabile, che vengono divorati da ossessioni di perfezionismo o che – al contrario – si convincono improvvisamente di non riuscire più a fare nulla.
“Spesso si confondono i sintomi con la causa – spiega Gisele George – Si definisce il bambino ‘ansioso’ o ‘angosciato’ e si cura il mal di stomaco o l’insonnia. Invece sono solo sintomi che possono essere provocati dallo stress”. “L’unica soluzione – afferma la psichiatra– è quella di mettersi all’ascolto del bambino, fargli raccontare i suoi problemi, aiutarlo ad esorcizzare le sue paure. Il problema è l’iperfunzionamento. Quando il bambino viene messo continuamente sotto pressione, la macchina si esaurisce”. I segnali sono i più disparati: tensione, nervosismo, agitazione oppure al contrario pigrizia, inappetenza. Esattamente come i genitori con l’ufficio, i bambini vedono nutrito il loro stress dalla scuola. Se poi quando tornano a casa sono costretti ad assorbire altre tensioni in famiglia, la situazione rischia di esplodere.
Matteo De Matteis