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Piccoli pazienti, piccoli farmaci

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Studiosi italiani alla guida di un network europeo che sosterrà lo sviluppo di medicinali a misura di bambino

Teddy, ovvero Task force in Europe for Drug Development in Young. E’ questo il nome del “network europeo che ha l’obiettivo di coordinare e promuovere ricerche, stendere linee guida e documenti di indirizzo, per gli istituti e le aziende che intendono sviluppare farmaci pediatrici”. A presentare così la nuova struttura è la professoressa Adriana Ceci, Direttore del Consorzio per le Valutazioni Biologiche e Farmacologiche di Pavia, che insieme al dottor Carlo Giaquinto, dell’Università di Padova, ha dato vita a questa nuovo organismo che vuol far fronte al vuoto di studi scientifici in pediatria sui farmaci
Non basta, infatti, spezzare le compresse in due per trasformare un farmaco studiato per gli adulti in una medicina adatta ai bambini. Nella migliore delle ipotesi il rischio è che il principio attivo del medicinale non venga assorbito. Nella peggiore che la molecola, sperimentata su persone adulte, abbia conseguenze pericolose in un organismo ancora in crescita. E’ il caso “della cisapride – ha ricordato la dottoressa Ceci – un farmaco utilizzato per contrastare il vomito nei lattanti, ritirato poi dal commercio per aver causato la morte per arresto cardiaco di almeno 8 bambini”.

Per il momento nel network lavorano 200 ricercatori e una ventina di istituzioni pubbliche e private in rappresentanza di dieci Paesi: oltre all’Italia, Paese coordinatore, fanno parte di Teddy anche Germania, Spagna, Francia, Regno Uniti, Romania, Portogallo, Israele, Danimarca, Paesi Bassi. “L’iniziativa – ha precisato la dottoressa Ceci – è il frutto di un intervento della Commissione europea, che nel 2002 ha sottoscritto un documento, Better Medicine for Children, alzando di fatto il velo su una situazione nota, ma totalmente e colpevolmente ignorata”.

Il compito fondamentale del network sarà quello di facilitare la conduzione dei trial clinici, verificando di volta in volta i centri di riferimento per le sperimentazioni, mentre “un altro aspetto importante – ha sottolineato la dottoressa Ceci – riguarda l’etica delle sperimentazioni, su cui vigilerà un Super Comitato Etico Europeo integrato nella struttura di Teddy”. Per i bambini è infatti previsto che gli sperimentatori debbano seguire direttive ad hoc: “per esempio, per arruolare un bambino in un trial – ha spiegato Ceci – non basta il consenso dei genitori ma è richiesto l’assenso del piccolo. La sperimentazione, poi, deve essere eseguita in luoghi confortevoli, non austeri e soprattutto separati da quelli dedicati agli adulti, per favorire un soggiorno sereno del bambino”.

 

Matteo De Matteis

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