Negli omogeneizzati sono state trovate tracce di tossina ZEA

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Negli omogeneizzati sono state trovate tracce di tossina ZEA

Sono state trovate tracce della tossina zearalenone o ZEA in alcuni omogeneizzati e latti in polvere, si tratta di una tossina vegetale. A parere degli esperti, in Italia i controlli rendono sicuri i cibi per l’infanzia.

Alimenti per l’infanzia nel mirino della sicurezza. E’ di alcuni giorni fa la dichiarazione, esito di una ricerca effettuata presso l’Università di Pisa, della contaminazione da parte della tossina zearalenone o ZEA in alcuni latti di formula ed omogeneizzati. Il team di ricercatori, coordinati dal dottor Francesco Massart, ha individuato negli omogeneizzati a base di carne ed in alcuni latti la presenza della tossina del genere Fusarium, prodotta da funghi presenti nel mais, ma che può riscontrarsi anche in cereali quali orzo, grano, sorgo, miglio e riso.

Che cos’è lo ZEA
Chimicamente lo zearalenone è il lattone dell’acido resorciclico e i suoi principali metaboliti sono l’alfa ed il beta zearalenolo. Dai cereali, se mal conservati ed esposti all’umidità, la tossina passa nei tessuti degli animali alimentati con i mangimi e, di conseguenza, nel latte, nelle uova e nella carne. Per i ricercatori questa tossina ha una attività ormonale anabolizzante ed estrogenica dimostrata già da una precedente ricerca, datata 2008. Nella ricerca veniva denunciato un aumento del numero di bambine con pubertà precoce proprio per essere entrate in contatto con lo zearalenolo attraverso l’alimentazione. Con la pubblicazione di quest’ultimo studio, pubblicato sulla rivista internazionale The Journal of Pediatrics, i ricercatori hanno completato la precedente inchiesta, andando a identificare senza ombra di dubbio la fonte di estrogeni, dimostrando che si trova in alcuni latti ed omogeneizzati per l’infanzia.

Dati dello studio
Per realizzare lo studio sono stati analizzati 185 campioni di latte artificiale delle 14 marche più vendute in Italia. Fra questi, 11 erano i campioni di latte per neonati pretermine; lo zearalenone è risultato presente in 17 campioni di latte, ma i suoi metaboliti alfa-zearalenolo e beta-zearalenolo sono stati rispettivamente riscontrati addirittura in 49 e 53 campioni, non solo di lati ma anche di omogeneizzati. Ogni tipo di carne, base per gli omogeneizzati, è stata controllata, prelevando 44 campioni di sette marche diverse: in 12 di essi è stato trovato alfa-zearalenolo. In base a tali dati, è stata calcolata un’assunzione media giornaliera di beta-zearalenolo per un lattante pretermine che usi tali latti contaminati, pari a 5.90 microgrammi per chilo di peso corporeo ogni 24 ore, mentre per un lattante non pretermine il valore è pari a 5.89 microgrammi per chilo ogni 24 ore. Sono dati questi che superano anche di 10 volte le soglie massime di tolleranza indicate dalla Fao e dall’Oms. Gli omogeneizzati di carne sono risultati contaminati con metaboliti specifici della micotossina, in base all’animale di partenza (bovino, pollo, cavallo, suino). Questo ha portato i ricercatori a stabilire quanto importante sia la presenza di micoestrogeni negli alimenti per l’infanzia e quanto gravi siano le conseguenze che questo potrebbe avere sulla salute dei bambini. Suggeriscono quindi la necessità di una sorveglianza maggiore su questi cibi.

Il parere nel nutrizionista
A parere del prof. Giuseppe Rotilio, direttore del Corso di Laurea in Scienze della Nutrizione dell’Università di Roma Tor Vergata, è purtroppo comune la presenza di micotossine negli alimenti. Il loro ritrovamento nel latte in polvere è comunque inusuale, perché, normalmente, questi elementi si generano a causa del deposito dei cereali in silos in ambienti troppo umidi. Secondo il prof. Rotilio, in Italia esistono centri all’avanguardia per la ricerca negli alimenti, sia all’Istituto Superiore di Sanità’ che al Cnr, non dovrebbe essere difficile intensificare i test anche per questi alimenti. La micotossina trovata dallo studio dell’Università di Pisa, potrebbe avere un effetto sullo sviluppo della pubertà’ nelle bambine, mentre altre tossine hanno effetti diversi: “L’effetto finale è diverso a seconda del fungo che produce la tossina – conferma l’esperto – alcune ad esempio, sono cancerogene, altre, danno problemi gastrointestinali”.

Il parere della Coldiretti
“Le micotossine sono tra le sostanze più indesiderate nella catena alimentare, bisogna fare di tutto per eliminarle dalle produzioni agricole”. E’ il commento alla notizia rilasciato da Rolando Manfredini, responsabile Qualità e Sicurezza di Coldiretti. “Il fatto che si siano trovate nel latte mi meraviglia un po’ – continua Manfredini – a questo punto bisognerebbe cercare di risalire alla provenienza di questo latte, anche tenendo conto del fatto che in Italia se ne produce poco. Resta il fatto che questa è una sostanza certamente indesiderata, soprattutto in un alimento dedicato ai neonati”. Secondo l’esperto comunque in Italia i controlli sulle tossine sono più che rigorosi: “Nel nostro paese è attivo un controllo serrato su tutta la filiera produttiva – spiega Manfredini – anche perché, queste sostanze possono essere molto tossiche. È quindi importante compiere ulteriori controlli per individuare la tossina nel ciclo alimentare. A livello legislativo andranno rivisti i parametri di tolleranza allo zearalenone per adattarli a neonati e bambini, tenendo presente che attualmente i limiti sono stabiliti solo per i prodotti a base di cereali. Infatti, attualmente la legislazione non ammette la presenza di micotossine nelle merendine, ma la loro concentrazione nel latte artificiale e negli omogeneizzati, non è ancora regolamentata.

Sahalima Giovannini

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