

In Europa, il legame tra consumo di alcol e cancro è scarsamente riconosciuto: l’alcol causa circa 800.000 decessi all’anno e, purtroppo, solo una minoranza è consapevole del rischio di cancro al seno e al colon. L’OMS propone di applicare etichette di avvertenza chiare e standardizzate per evitare ambiguità o posizionamenti inadeguati da parte dei produttori di alcolici. Attualmente, le etichette applicate sulle bottiglie o lattine, sono obbligatorie solo in pochi Paesi dell’Unione Europea, lasciando molti consumatori senza una comprensione adeguata dei rischi. Inoltre, le etichette ben posizionate contribuiscono a ridurre l’attrattiva del bere e a sostenere il cambiamento delle norme sociali, specialmente tra le nuove generazioni le più colpite dal fenomeno.
Nel 2013 l’Irlanda era uno dei paesi con il tasso più alto di consumo di alcol nel mondo, con 14 litri di alcol puro pro capite all’anno. Anche se il consumo è sceso a 9,9 litri nel 2023, il problema resta preoccupante: quasi il 15% della popolazione sopra i 15 anni soffre di disturbo da uso di alcol, con tassi maggiori tra i giovani dai 15 ai 24 anni. Per affrontare questa piaga, l’Irlanda ha approvato nel 2018 un documento volto a ridurre il consumo di alcol, ma soprattutto volto a ritardare l’iniziazione all’alcol tra i giovani e regolamentare prezzo e disponibilità dell’alcol. Dal 2026, l’Irlanda introdurrà una normativa pionieristica, obbligando i produttori di alcol a inserire avvertenze sui rischi per la salute sulle etichette dei loro prodotti, con frasi come:
Questa iniziativa è vista come una vittoria dalla dirigente di Alcohol Action Ireland, che sostiene come sia fondamentale che i consumatori conoscano i rischi associati all’alcol.
Nonostante la chiara associazione tra consumo di alcol e cancro, con quasi 740.000 casi di cancro attribuiti all’alcol nel 2020, la consapevolezza di questa associazione è troppo spesso carente. Paula O’Brien, professoressa di diritto della salute, sottolinea come l’iniziativa dell’Irlanda sia un passo importante verso il riconoscimento pubblico del legame alcol-cancro.
Fortunatamente oggi sempre più paesi si stanno muovendo verso avvertenze simili, riconoscendo l’importanza di informare il pubblico. Ad esempio, il Surgeon General degli Stati Uniti ha richiesto etichette di avvertimento sui rischi cancerogeni delle bevande alcoliche. Altri paesi, come Canada e Norvegia, stanno sviluppando normative simili. L’Irlanda, con la sua regolamentazione innovativa, può rappresentare un modello per altri paesi non solo europei, influenzando le politiche globali sull’alcol. L’iniziativa ha anche stimolato un dialogo più ampio sulle linee guida del consumo settimanale, che variano da paese a paese, e spesso includono messaggi contrastanti sull’alcol.
Per concludere, l’esperienza irlandese potrebbe portare a una riduzione del consumo di alcol, promuovendo una cultura della salute più consapevole. Gli esperti sperano che una volta introdotte le etichette in Irlanda, altri paesi seguiranno l’esempio, portando a una maggiore accettazione di regolamentazioni più stringenti per la protezione della salute pubblica.
Rossi Lina
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