
E’ il loro comportamento la causa principale dello stress dei bambini che soffrono di emicranie e cefalee
Il mal di testa di un bambino è spesso colpa di mamma e papà. Almeno una volta su quattro è il comportamento dei genitori a provocare nei più piccoli uno stato di stress che è poi la causa di emicranie e cefalee. E’ quanto emerso nelle giornate di studio promosse dal Centro cefalee dell’Università Cattolica di Roma, che ha riunito a Sabaudia alcuni dei maggiori esperti del settore. In base ad alcune ricerche presentate è stata elaborata una classifica delle principali cause scatenanti del mal di testa in età pediatrica e la famiglia, luogo nel quale il livello conflittuale è ormai troppo alto, è risultata ormai al primo posto. Scavalcano la scuola, ritenuta fino a ieri la maggiore responsabile dello stress dei bambini,
Mal di testa in crescita tra i bambini
Nel corso del convegno è emerso anche che i bambini soffrono più degli adulti di mal di testa, o per essere più precisi, di cefalee essenziali, il dolore che non è causato da raffreddori o altri problemi organici come i difetti alla vista. Un piccolo su tre lamenta ormai questo disturbo e il problema, sempre di più legato allo stress, è in costante crescita. Se la cefalea accompagna il 15% degli adulti, nei bambini la percentuale è di fatto doppia
“E’ l’ambiente familiare, ed in particolare il comportamento dei genitori, a determinare la principale causa scatenante del malessere – ha spiegato Girolamo Di Trapani, direttore del Centro cefalee dell’Università Cattolica di Roma. Fino ad ora si pensava fosse la conflittualità a scuola a causare le emicranie dei bambini. Ma non è proprio così”. Gli studi più recenti, come quello del gruppo del professore Moscato del Centro cefalee dell’ospedale San Carlo di Nancy a Roma, ha verificato che “non è la vita in classe il maggiore responsabile. La quotidianità fra i banchi sembra avere infatti un livello di conflittualità molto più basso rispetto a quello presente in famiglia”.
Ma i genitori sottovalutano il problema
Un altro studio dell’Università La Sapienza, presentato nel corso del convegno, ha poi fatto luce su come si comportano i genitori di fronte ad un piccolo che dice di avere il mal di testa. “Ebbene – ha riferito Di Trapani – solo il 25% si preoccupa; il 30% va direttamente alla vie di fatto, usa farmaci inappropriati mentre la restante parte non fa proprio nulla, limitandosi a rassicurando il piccolo che presto passerà”. Al convegno di Sabaudia seguirà ora il tentativo di definire le linee guida per la terapia del mal di testa in età pediatrica visto che, ha aggiunto Di Trapani, “troppo spesso si usano farmaci per adulti con dosi inadeguate”. Gli esperti di cefalee ed emicranie infantili sono quindi convinti che, una volta appurato che non ci siano cause organiche, siano le condizioni psichiatriche – depressione, conflittualità e colpevolezza – i fattori su cui lavorare per aiutare un bambino che dice di avere mal di testa. Spesso si tratta di una forma di cefalea che gli esperti definiscono di tipo tensivo: come un cappello troppo pesante sulla testa che provoca un astenia che limita la vita di tutti i giorni. Dal convegno anche un consiglio ai genitori: “Non sottovalutate mai la richiesta di aiuto di un bambino- ha spiegato Di Trapani – quando afferma di avare mal di testa non sta simulando nulla”.
Matteo De Matteis