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Danni da smog, prima emergenza sanitaria nel mondo

danni da smog
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L‘inquinamento atmosferico, a parere degli esperti di medicina ambientale, è il primo responsabile dell’emergenza sanitaria nel mondo. Il nostro paese non sta facendo abbastanza per affrontare il problema e ridurre il numero delle vittime causate ogni anno nel nostro paese dai danni da smog. Lo ha affermato la Società Italiana di Medicina Ambientale – Sima – nel corso dell’evento “Winter School 2023”. 

Vediamo quali sono i danni dello smog

Per  l’’Organizzazione Mondiale per la Sanità, sono attribuibili agli inquinanti atmosferici circa un terzo delle morti premature dovute a infarti o ictus cerebrali, broncopneumopatie e tumori polmonari. In Italia i livelli di PM 2.5 sono sempre al di sopra dei limiti sanitari stabiliti dall’OMS nelle Linee Guida 2021 per la Qualità dell’Aria e il nostro paese resta così ai vertici della classifica. Infatti, se le stime di decessi prematuri da PM2.5 sono passate per la Germania da 58.600 del 2016 a soli 28.900 del 2020, per l’Italia, invece, si passa da 58.600 a 52.300 morti premature.  Tra i paesi europei l’Italia è quella che deve compiere i più netti progressi per l’attuazione della Zero Pollution Strategy europea per allinearsi alle direttive OMS, utilizzando al meglio i fondi del PNRR per invertire rapidamente la rotta con un’attenta strategia di allocazione delle risorse. Gli esperti ritengono che non vi siano in corso pianificazioni di adeguate strategie e conseguenti azioni da intraprendere per risolvere il problema.

Cosa provoca i danni ai polmoni?

L’aria delle città è satura di particelle dal diametro così sottile da riuscire a superare la barriera dei bronchi e a depositarsi negli alveoli polmonari. Questa è un’azione irritante sull’apparato respiratorio e impedisce che si verifichino, negli alveoli, stessi, gli scambi anidride carbonica-ossigeno. Si è quindi più facilmente preda di disturbi alle vie respiratorie che, con il tempo, divengono anche meno alle infezioni e sono più soggetti a disturbi cronici. Anche il fumo di sigaretta è una frequente causa di danno ai polmoni e, di conseguenza, della loro capacità di funzionare eliminando l’anidride carbonica. Fumare esercita un’azione irritante sulla mucosa di naso, gola, laringe e bronchi e sul tessuto dei polmoni. Il catrame prodotto dalla combustione del tabacco, si deposita sulle ciglia dei bronchi e le paralizza, impedendo che possano eliminare le particelle nocive. L’ossido di carbonio riduce l’ossigenazione del sangue che giunge agli alveoli. Inoltre ci sono altre sostanze come l’ammoniaca che sono altamente tossici per i polmoni. Il fumo predispone all’insorgenza di bronchiti croniche e di tumore al polmone, nella maggior parte dei casi proprio all’abitudine di fumare.

I segnali dei danni provocati dallo smog

I segnali che i polmoni non stanno lavorando bene sono diversi e non sempre così immediati.

  • Stanchezza: fiato corto dopo poco scalini, difficoltà a compiere esercizi di ginnastica anche banali, stanchezza generalizzata possono essere anche il segnale che i polmoni non stanno facendo adeguatamente scorta di ossigeno.
  • Respiro sibilante: se inspirando oppure espirando si avverte una sorta di sibilo, potrebbe essere il segnale di un problema ai polmoni, dovuto forse a uno stato irritativo dei piccoli canali bronchiali.
  • Tosse e catarro: in caso di problemi ai polmoni si verifica una situazione di irritazione costante alle vie respiratorie. Le ciglia che rivestono le pareti interne non riescono ad eliminare il muco contenente germi e polveri sottili e quindi l’apparato respiratorio reagisce aumentando i colpi di tosse che non riescono però a essere produttivi. I colpi di tosse compaiono soprattutto al mattino.
  • Pallore: se i polmoni non riescono a fare una adeguata scorta di ossigeno, l’anidride carbonica e le tossine restano in circolo nel sangue e inquinano il tessuto. Il colorito della pelle appare spento, grigiastro e compaiono occhiaie scure.

Lina Rossi

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