Comunioni e cresime, troppi smartphone in regalo

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Comunioni e cresime, troppi smartphone in regalo

non regalare lo smartphone
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Maggio, è il mese dell’iniziazione alla spiritualità dei pre-adolescenti, è tempo della Prima Comunione e delle cresime. Per i cattolici sono i secondi appuntamenti con la spiritualità importanti dopo il battesimo dei propri figli, sono eventi per mamma e papà, per le spese del ricevimento e per i ragazzi per i regali ricevuti. Parlando con una amica che ha festeggiato la prima comunione della sua bambina, mi ha raccontato a proposito dei regali ricevuti dalle compagne di Serena: tutte, ma proprio tutte le bambine hanno ricevuto uno smartphone, tranne Serena che ovviamente nel suo pensiero ha subito un torto.

La prima Comunione non è la fiera delle vanità

La Comunione, deve essere un momento di responsabilità e quindi simbolo della crescita interiore e fisica. I ragazzi hanno ormai dieci anni e devono imparare a fare i conti con la propria interiorità, con il sentimento della fede e della coerenza. Sarà lui o lei a decidere se sono degni di ricevere l’ostia oppure se il comportamento pratico o morale lo mettono in contrasto con il valore del sacramento. Forse, all’inizio ricevere l’ostia sarà un modo di essere uguale agli altri: a nove o dieci anni è importante per rafforzare l’autostima, condividere con i coetanei esperienze, modi di essere e tipo di abbigliamento.  Non trasformiamo lo stato emotivo della Prima Comunione in una fiera delle vanità regalando loro l’oggetto più prezioso che i social mettono al primo posto. Già, una volta il regalo pregiato era ricevere l’orologio d’oro, oggi il regalo che tutti attendono, purtroppo, è l’ultimo modello dello smartphone, se poi è il prezioso iPhone 14 ad essere ricevuto, meglio ancora.

Quale è l’età giusta per donare uno smartphone

Per la legge i genitori sono i diretti responsabili di qualsiasi azione messa in atto dai ragazzi al di sotto dei quattordici anni. Questo significa che i ragazzi pre-adolescenti non possono restare soli in casa o che non possono girare in luoghi e strade non sicure di sera, allo stesso modo non possono avere libero accesso al mondo e lo smartphone è una potente lente di ingrandimento sul mondo. Purtroppo, sono tantissimi i genitori, proprio come quelli delle compagne di Serena, che hanno ritenuto corretto concedere lo smartphone, senza minimamente domandarsi se il proprio figlio è realmente pronto al suo utilizzo. Solo per non dimenticare e che sia di esempio, il 3 maggio a Montefalcione una ragazza di soli sedici anni è morta a causa del cellulare caduto in acqua mentre stava facendo ili bagno e parlava con la sua migliore amica in videochiamata. Qualcuno avrebbe dovuto avvisare la ragazza della non opportunità di utilizzare il telefono mentre si fa il bagno, il rischio è quello di incorrere nel grave incidente della folgorazione elettrica.

Non lasciarsi impietosire: tutti hanno il cellulare solo io …no!

La frase ricorrente che anche Serena ha pronunciato: tutti hanno il cellulare, solo io no! Il timore di non far sentire nostro figlio escluso dal gruppo, non deve essere la motivazione per sdoganare il mondo e lasciarlo alla loro portata di mano e quindi verso qualsiasi tematica o visione.  In questo momento specifico della pre-adolescenza i ragazzi hanno bisogno di regole precise da far rispettare, solo così da adulti sapranno adeguarsi al rispetto delle norme. Se nonostante tutto si vorrà regalare uno smartphone, sarà necessario il rispetto delle seguenti regole:

  • nessuna applicazione potrà essere scaricata senza l’autorizzazione di un genitore;
  • uso consentito massimo due ore al giorno;
  • mai utilizzare il cellulare a tavola, in camera da letto e durante i compiti;
  • dopo le ore 21 tutti i dispositivi elettronici compreso il Wi-Fi devono essere spenti.

 Sahalima Giovannini

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