Le amicizie: ci si ritrova dopo due anni di solitudine

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Le amicizie: ci si ritrova dopo due anni di solitudine

La didattica a distanza e i mesi di forzato distanziamento sociale hanno avuto ripercussioni soprattutto sui bambini più piccoli, anche dal punto di vista dei rapporti con i coetanei. I ragazzini più grandicelli, quelli delle medie e soprattutto delle superiori, si tengono in contatto attraverso i social: una modalità discutibile se utilizzata in modo esagerato o improprio, ma utile per vedersi e sentirsi, contribuendo così a far avvertire meno la solitudine.

La dimensione del tempo per i più piccoli è la prima difficoltà

I bambini della scuola dell’infanzia e delle prime classi della primaria, sono quelli che potrebbero avere più difficoltà. A queste età, infatti, i rapporti sociali sono giustamente basati sul contatto diretto e interpersonale ed è giusto che sia così. I bambini più piccoli comunicano soprattutto con la condivisione diretta, giocando insieme all’aperto, ritrovandosi in casa per disegnare, per un gioco di società o per altre attività che permettano di esprimere la creatività anche al chiuso, come piccoli spettacoli teatrali, gare di macchinine e così via. Tutte questa attività così importanti non solo dal punto di vista ludico ma anche da quello psicologico e cognitivo sono state vietate nel periodo di distanza sociale e limitazioni alle uscite. I bambini più piccoli sono stati quindi privati di attività fondamentali, perché se per i più grandicelli e gli adulti pochi mesi si recuperano in fretta, a tre, cinque, sette anni equivalgono a una grande fetta di vita vissuta. I nostri bambini rischiano quindi di trovarsi davanti non più a vecchi amici, ma a sconosciuti che non riconoscono quasi più.

Aiutiamoli con discrezione a recuperare le amicizie

Che cosa fare quindi per aiutarli a recuperare confidenza con gli amici che non vedono da tantissimi mesi? Accantoniamo lo smartphone, il sistema cognitivo sviluppa meno nei bambini dipendenti da monitor,  può essere usato solo sotto la gestione dei genitori per comunicare rapidamente con i nonni e gli altri adulti di famiglia. È bene invece favorire i rapporti diretti, stando vicini al proprio figlio, ma senza insistenza e senza invadenza. Si può creare un’occasione, come una passeggiata in centro per un gelato o un incontro al parco, senza creare assembramenti, ma privilegiando i bambini con i quali nostro figlio aveva una maggiore intesa. I piccoli non vanno forzati, nemmeno con parole dette a fin di bene del tipo: forza, corri a giocare, eravate così amici prima! È indispensabile lasciare che i bambini riprendano confidenza con i loro tempi, a piccoli passi, scegliendo la modalità che preferiscono: due parole dette timidamente, il gioco oppure per i più estroversi un abbraccio consolatorio. Può anche darsi che occorrano più incontri per ritrovarsi. E può anche capitare che i bambini non si ritrovano affatto: succede se, nel corso di tutti questi mesi, sono maturati in modo diverso, sviluppando altri gusti, altre preferenze. Nulla di serio, non prendiamocela. Saranno proprio i nostri figli a trovare altre amicizie e a coltivarle come sanno fare benissimo.

Giorgia Andretti


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