

I risultati della ricerca, pubblicati dall’European Journal of Psychotraumatology, indicano che esperienze negative in età infantile, come abusi sessuali, fisici ed emotivi, possono avere profonde ripercussioni sulla salute fisica e mentale di un individuo. Le manifestazioni conseguenti agli abusi, possono persistere ben oltre l’infanzia e dare le relative manifestazioni in età adulta. Un bambino o un adolescente può subire una esperienza traumatica sia direttamente, attraverso l’abuso fisico, sessuale, emotivo o l’abbandono, sia indirettamente, ovvero attraverso l’esposizione ad una serie di fattori in cui è immerso, come ad esempio: violenza domestica o la perdita dei genitori.
Gli abusi subiti possono alterare i sistemi di risposta allo stress del corpo, Le vittime di abusi possono esperire un’iperattivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, l’asse che regola la risposta fisiologica allo stress generando un profilo di cortisolo appiattito negli adulti, che, a sua volta, predice un aumento del dolore quotidiano e dei sintomi emotivi. La conseguenza di questa alterazione può portare a una serie di effetti dannosi sulla salute, compreso lo sviluppo di dolore cronico attivato dall’infiammazione, dalla modifica a livello cerebrale e psicologico:
Tra le forme dolorose croniche più ricorrenti in età adulta ritroviamo: emicrania e/o mal di testa cronico, fibromialgia, dolore muscoloscheletrico, sindrome dell’intestino irritabile e dolore pelvico posteriore.
In ambito clinico è importante identificare la genesi del trauma e la risposta psico-fisica così da individuare l’iter terapeutico specifico per ogni singola persona per ricostruire un senso di controllo verso il dolore. I risultati di un recente studio osservazionale suggeriscono che gli adulti con e senza abuso subito nell’infanzia hanno riscontrato miglioramenti significativi nella gestione del dolore con la partecipazione ad un programma intensivo di riabilitazione dal dolore. Il trattamento comprendeva psicoterapia individuale, terapia fisica e occupazionale e visite mediche con riduzione graduale dei farmaci antidolorifici come di seguito indicati:
È importante aver ben presente che ognuno risponde in modo diverso al trauma e che il percorso di recupero può variare notevolmente tra gli individui. Incoraggiare le persone a cercare supporto professionale è fondamentale per affrontare sia gli effetti degli abusi subiti nell’infanzia sia il dolore cronico in età adulta.
Non possiamo dimenticare che oltre un miliardo di bambini nel mondo sono esposti ogni anno a violenza fisica, sessuale, emotiva e ad abbandono. Questi numeri mostrano la portata del problema tanto da essere identificato come un disagio endemico. Per arrivare ad una riduzione ottimale del dolore cronico dovrebbero essere messe in atto politiche e programmi finalizzati alla prevenzione dell’abuso in età pediatrica coordinati tra i settori della sanità, dei servizi sociali, dell’istruzione e della giustizia
Rossi Lina
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