

Gli sbalzi termici di questa primavera 2026, l’alta circolazione di virus respiratori stagionali e l’aumento dei pollini stanno portando molti genitori a porsi la stessa domanda: perché i bambini tossiscono così spesso? La tosse, nella maggior parte dei casi, non è una malattia ma un sintomo, e rappresenta uno dei principali meccanismi di difesa dell’organismo. Serve a liberare le vie respiratorie da muco, polveri, secrezioni o agenti irritanti, proteggendo bronchi e polmoni.
Il sintomo della tosse può comparire in situazioni emotive oppure essere involontaria. Quest’ultima nasce dall’attivazione di recettori presenti in diverse zone del corpo, soprattutto gola, laringe, trachea e bronchi, ma anche naso e orecchio esterno. Il segnale viene trasmesso attraverso il nervo vago ai centri nervosi che coordinano il riflesso della tosse. Da qui parte la risposta muscolare che produce l’espulsione dell’aria e del materiale irritante. In età pediatrica la tosse è uno dei motivi più frequenti di visita medica. Nella maggioranza dei casi accompagna infezioni virali delle alte vie respiratorie, come raffreddore, faringite, laringite o tracheite. Dopo un’infezione, tuttavia, può persistere anche per alcune settimane: si parla spesso di tosse post-virale, dovuta a una temporanea ipersensibilità delle vie aeree. Oggi si considera cronica una tosse che dura oltre quattro settimane e che richiede una valutazione pediatrica accurata.
La pertosse è ancora presente nonostante ci sia a disposizione il vaccino specifico per la pertosse, soprattutto nei casi di copertura incompleta o richiami mancati. La pertosse si manifesta con accessi di tosse intensa, spesso notturna, talvolta seguiti da vomito o da una inspirazione rumorosa. In questi casi è opportuno contattare rapidamente il pediatra. Non sempre, però, la tosse dipende da un’infezione.
Pollini di alberi, graminacee e parietaria, ma anche acari della polvere e muffe, possono irritare le vie aeree nei bambini predisposti. Quando l’organismo reagisce all’allergene, si liberano sostanze infiammatorie come l’istamina, con comparsa di starnuti, naso che cola, prurito agli occhi, lacrimazione e tosse. In alcuni casi la tosse può associarsi a broncospasmo o asma. La tosse allergica tende a comparire in circostanze precise: all’aperto, nei giorni ventosi, dopo il taglio dell’erba, in ambienti polverosi o in presenza di muffa. Può peggiorare di notte o al risveglio e spesso non si accompagna a febbre. Questo andamento ricorrente può orientare i genitori verso una valutazione specialistica allergologica.
Non esiste un unico rimedio valido per tutte le tossi. Per questo motivo i sedativi della tosse vanno usati solo su indicazione medica ed in casi selezionati. Molto spesso sono più utili una buona idratazione, i lavaggi nasali con soluzione fisiologica, il controllo dell’ambiente domestico e il trattamento della causa sottostante. È consigliabile contattare il pediatra se la tosse dura oltre 3-4 settimane, se disturba il sonno in modo importante, se compare affanno, sibili respiratori, febbre persistente, vomito ripetuto, calo dell’appetito o difficoltà respiratoria.
Dott. Giuseppe Baviera
Medico chirurgo, Specialista in Allergologia