Sindrome Down: Fluoxetina per migliorare i sintomi

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Sindrome Down: Fluoxetina per migliorare i sintomi

Tra i sintomi primari della Trisomia 21 abbiamo un ritardo mentale più o meno marcato, la microcefalia ovvero la massa cerebrale più piccola, bassa statura e volto caratteristico. La diagnosi è suggerita dalle anomalie fisiche e dalla successiva analisi genetica. L’incidenza della malattia è di un nato ogni 1.200 bambini.

Due studi per verificare l’effetto della Fluoxetina
Il principio attivo, ovvero la Fluoxetina, è già stato provato sulle cavie affette da Trisomia 21 o Sindrome Down nel 2014, l’effetto è stato quello di migliorare le performance dei neuroni. Con molta probabilità il difetto cognitivo è dovuto ai neuroni che, sviluppando in modo errato, non trattengono il mediatore chimico della Serotonina. Questo modo errato di metabolizzare i neuro mediatori non consente neanche lo sviluppo di un adeguato numero di neuroni, le cellule cerebrali. Il principio che sta alla base della ricerca è che la Fluoxetina consente di avere una buona quantità cerebrale di Serotonina e conseguentemente di avere dei benefici a livello cognitivo.

Un studio negli USA ed uno in Italia
Lo studio americano sarà a Dallas, all’University of Texas Southwestern Medical Center dove saranno reclutate 21 donne in gravidanza con diagnosi all’amniocentesi di Sindrome Down, una parte di queste riceverà il farmaco ed il gruppo di controllo non riceverà nulla. Il farmaco verrà somministrato per tutta la durata della gravidanza dando così l’opportunità al feto di sviluppare la massa cerebrale condizionata dalla serotonina per effetto della Fluoxetina. Lo studio italiano sarà effettuato a Napoli, a differenza dello studio americano, la Fluoxetina verrà somministrata direttamente ai bambini da i 5 ed i 10 anni e non in gravidanza. Sarebbe una conquista non da poco, trovare il farmaco che consenta ai piccoli affetti da Sindrome Down di recuperare i processi cognitivi e superare così il ritardo. Finora il farmaco è stato somministrato solo alle cavie con buoni risultati, speriamo sia efficace anche sull’uomo.
Dott.ssa Rosalba Trabalzini

Responsabile scientifico di Guidagenitori.it

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