

Si parla meno di pidocchi con il freddo intenso, perché questi insetti, appartengono alla stessa famiglia dei ragni, sono meno attivi. Con l’arrivo dei primi caldi, però, i pidocchi si attivano con maggior vigore, attaccando le testoline dei nostri figli proprio in questo periodo, ovvero nelle mezze stagioni, quando il clima è più mite ma si trascorre ancora molto tempo al chiuso. Anche il contatto di sciarpe, cuffie e berretti ammassati gli usi sugli altri negli appendiabiti delle scuole favorisce il passaggio di questi ospiti indesiderati. Non è una questione di pulizia: i pidocchi amano le teste pulite, perché riescono così a succhiare più facilmente il sangue del quale si nutrono.
Questi piccoli insetti a otto zampe non saltano, loro sanno solo camminare da una testa all’altra. Le attività di gruppo in ambienti chiusi come le scuole, quando i bambini scrivono o disegnano con le teste l’una vicina all’altra, favoriscono il passaggio dei pidocchi da un bambino all’altro. I pidocchi sono molto piccoli, hanno dimensioni di circa due millimetri e sono di colore grigiastro. Le femmine depongono decine di uova, chiamate lendini, attaccandole al fusto dei capelli con una saliva appiccicosa, preferibilmente nella zona della nuca e delle tempie. Le lendini sono di colore bianco perlaceo e si distinguono dalla forfora perché non si staccano scuotendo i capelli. Ogni lendine dà origine ad altrettanti pidocchi e quelli di sesso femminile nel giro di pochi giorni sono pronti a loro volta a deporre altre uova. È essenziale interrompere questo circolo vizioso, per evitare che il bambino si ritrovi infestato. I pidocchi oltretutto si nutrono del sangue, pungendo il cuoio capelluto e provocando un intenso prurito. In alcuni casi possono anche causare irritazione e dermatiti.
È consigliabile controllare i capelli di bambini e ragazzi con regolarità, senza aspettare che manifestino fastidio o prurito. I pidocchi adulti si riconoscono a occhio nudo, mentre per le lendini può essere più difficile, quindi è consigliabile munirsi di una lente di ingrandimento e porsi sotto una adeguata fonte luminosa. Le lendini hanno l’aspetto di piccole uova, di forma allungata e di colore perlaceo e non si staccano dal fusto del capello se non esercitando una pressione con la punta delle dita. È opportuno recarsi in farmacie per acquistare i prodotti giusti per eliminare questi parassiti per la loro eliminazione: esistono shampoo, schiume o polveri a base di sostanze come la permetrina, sostanza che uccide i parassiti, ma solo quelli adulti. Quindi la testa va cosparsa di polvere o schiuma specifica, va avvolta in un asciugamano e il prodotto va lasciato in posa per tutto il tempo indicato sulla confezione. Quindi si usa lo shampoo specifico. Il trattamento va ripetuto dopo un paio di settimane. I capelli vanno comunque ispezionati con cura e le lendini vanno rimosse con l’aiuto di una pettinella igienica, a denti fitti. Esistono in commercio anche prodotti a base di sostanze non chimiche ma naturali, come per esempio l’olio di neem o il tea tree oil hanno un buon effetto antiparassitario ma spesso i bambini non ne gradiscono l’odore intenso. Altra metodica del tutto naturale è quella di cospargere con abbondante balsamo i capelli ancora bagnati e, ponendo la testa sopra un lavandino e pettinare con il pettinino a denti stretti. I pidocchi cadranno nel lavandino a causa del balsamo che rendendo estremamente scivoloso il capello non ne hanno più l’aderenza. E’ necessario questo trattamento tutte le volte che si lava la testa fino a quando non si noteranno più né pidocchi né lendini.
Lina Rossi