

Ha un cattivo odore, anzi puzza proprio, esce da una parte del corpo che se ne sta sempre nascosta: sarà per questo che la popò, o come si dovrebbe chiamare, la cacca suscita tanto interesse nei bambini. Se succede, non serve sgridarli o colpevolizzarli: è meglio spiegare che cosa succede nel loro corpo e perché dal piatto di riso o del pesce si ottiene quel regalo così poco piacevole. Potrebbe essere anche un modo per coinvolgere il bambino nel funzionamento del proprio corpo e magari anche spingerlo ad avvicinarsi al vasino dimenticando finalmente il pannolone.
Dalla tavola al vasino
Tutto quello che viene ingerito compie un lungo viaggio che dalla bocca arriva allo stomaco: con i denti sminuzziamo il cibo riducendolo in pezzi piccoli mentre la saliva aiuta ad amalgamare e a rendere il cibo una pappetta morbida. Il boccone, quando viene inghiottito, attraverso un lungo tubo chiamato esofago arriva nello stomaco dove inizia a essere digerito anche grazie all’azione di sostanze come la pepsina e l’acido cloridrico. Il cibo ormai ridotto in frammenti minuscoli passa nell’intestino, dove si completa la digestione e dove le molecole vengono assorbite, per giungere in tutti i distretti del corpo. Non tutto quello che si è mangiato viene assimilato: alcune sostanze che il corpo non riesce a degradare, come per esempio le fibre devono essere espulse. La parte grande dell’intestino, il colon, raccoglie gli scarti e pian piano vengono portati all’esterno ed espulsi attraverso l’ano: il tubo di scarico del nostro corpo. L’odore sgradevole è dovuto al fatto che i rifiuti sono costituiti da tossine, resti dell’acido cloridrico e degli enzimi digestivi, mentre la colorazione bruna è il risultato della presenza della bilirubina, i resti dei globuli rossi vecchi che, distrutti nel fegato, vengono poi eliminati dall’intestino proprio attraverso le feci. Il fatto che la cacca abbia il caratteristico odore sgradevole significa che il corpo sta bene e quindi il sistema digerente nel suo complesso sta bene. La totale assenza di qualsiasi tipo di odore significa che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe.
I problemi nel fare popò
Il viaggio del cibo dalla tavola al vasino è insomma indispensabile per rifornire l’organismo di nutrienti e per eliminare le scorie. Tutto deve procedere come si deve, perché se qualcosa non funziona come dovrebbe l’organismo intero potrebbe risentirne. La consistenza della cacca può creare problemi: potrebbero esserci infatti problemi di stipsi o di diarrea, entrambi fastidiosi per i bambini. La diarrea nei più piccoli è quasi sempre legata ad agenti infettivi come il Rotavirus, contro il quale per fortuna esiste un vaccino. In questo caso l’infezione altera le capacità di assimilazione della barriera intestinale non riuscendo più ad assorbire acqua e nutrienti: ed ecco comparire le scariche liquide e i dolori addominali, con il rischio di disidratazione. Il problema opposto, quello della stipsi o stitichezza è dovuto al transito rallentato di feci che non riescono a essere espulse con regolarità, tutti i giorni o almeno a giorni alterni. Nel bambino, la stipsi può dipendere da una scarsa assunzione di cibi con fibre o ricca di cibi di origine animale: carne, formaggio, uova o, ancora, può trattarsi di encopresi: il bambino trattiene volontariamente lo stimolo perché troppo occupato nel gioco o perché non a proprio agio sul vasino. Queste abitudini vanno corrette, chiedendo l’aiuto del pediatra, per aiutare il bambino a vivere serenamente il rapporto con la sua… cacca.
La posizione può aiutare nella stipsi
L’utilizzo del water moderno così come è stato congeniato da chi lo ha disegnato intorno al 1900, non facilita l’espulsione delle feci. La posizione da seduto con le gambe ad angolo retto non è fisiologica per l’espulsione delle feci, richiedendo una sforza supplementare da parte di tutta la muscolatura addominale. Questa posizione quindi non facilitando per natura il passaggio e l’emissioni delle feci potrebbe creare problemi di ristagno del prodotto fecale nel colon creando ulteriori problemi come i gonfiori e le emorroidi dovute allo sforzo per stimolarne l’uscita. La posizione utilizzata dai nostri antenati, quella fisiologia dello squat rimette l’asse del corpo nella posizione ottimale facilitando questo lavoro: il colon retto rispetta la sua naturale posizione e il peso gravitazionale delle feci fa così il suo dovere. Gran parte del mondo orientale utilizza la posizione accovacciata o dello squatting, posizione che non consente di sedersi prendendo così una posizione più primordiale e congeniale alla nostra parte terminale dell’intestino: il colon retto. Una buona soluzione potrebbe essere quella di porre un piccolo sgabello sotto i piedi così da riportare l’angolatura tra bacino e gambe ad una posizione a 45° anziché a 90 come obbligano i moderni water. Ovviamente questa posizione ha ancor più valore nei bambini, soprattutto se soffrono di stipsi ricorrente, posizionare uno sgabello sotto i loro piedi può essere un piccolo aiuto fisiologico.
Giorgia Andretti