Morbillo, attenzione ai focolai in giro per il mondo

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Morbillo, attenzione ai focolai in giro per il mondo

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Se, per qualsiasi ragione, non si è ancora immunizzati contro il morbillo e si deve viaggiare per vacanza, lavoro o altro, in un paese europeo come Italia ma anche Inghilterra, Grecia, Francia, Romania, Serbia e Ucraina, va posta molta attenzione. Questi paesi infatti, secondo i Center for Diseases Control americani, possono avere sul territorio focolai di morbillo. Lo fa sapere in una nota l’agenzia governativa USA informando che questi paesi sono sotto osservazione, anche se solo di livello 1, per quanto riguarda i rischi di contrarre la malattia infettiva.

 

Attenzione alle vacanze di Natale

L’ informazione è stata diffusa dai CDC all’inizio di Novembre, in previsione dei viaggi che molti cittadini americani compiono in Europa in occasione del Ringraziamento e delle feste di Natale e Capodanno. Gli esperti raccomandano ai viaggiatori di verificare se la loro copertura vaccinale per i morbillo e le altre malattie  sia ancora efficiente. Questo è possibile controllando il libretto vaccinale, nel caso dei bambini che devono ricevere 1 dose dell’immunizzazione. Ad un anno invece gli adulti devono essere sottoposti a due dosi a 28 giorni di distanza l’una dall’altra. Per sapere se si è immuni, attraverso un prelievo del sangue si può effettuare il dosaggio degli anticorpi presenti contro questa malattia. La raccomandazione dei CDC viene fatta anche per ricordare che ammalarsi non significa solo rovinarsi il piacere del viaggio, ma soprattutto che il morbillo è molto contagioso e può causare serie complicazioni, come la polmonite e persino la morte.

 

Le conseguenze del calo vaccinale

Molti paesi europei pagano anche sul piano della sicurezza e del turismo le conseguenze di scelte avventate di non sottoporre se stessi e i propri bambini al vaccino, con il risultato che la copertura vaccinale nella popolazione è molto inferiore all’obiettivo del 95% dei vaccinati che gli esperti si pongono come obiettivo per la difesa di tutta la popolazione. Il problema, secondo i medici, è la cosiddetta esitazione vaccinale, in Italia e in altri Paesi, che sulla scorta di informazioni sbagliate sui vaccini causa danni alla salute e anche all’economia dei paesi. Secondo quanto è stato diffuso dal Ministero della Salute, la copertura media per le vaccinazioni contro poliomielite, tetano, difterite, epatite B, pertosse ed Haemophilus influenzae si è arrestata al 93,4% rispetto al 94,7% nel 2014 o al 95,7% nel 2013, mentre quella per morbillo e rosolia è scesa addirittura dal 90,4% nel 2013 all’85,3% nel 2015.

 

Perché si deve continuare

Il calo delle coperture vaccinali nel nostro Paese è un dato allarmante che non deve essere sottovalutato. Per questo motivo è fondamentale che pediatri, igienisti e in generale operatori sanitari siano in grado di superare le possibili difficoltà nel comunicare l’importanza delle vaccinazioni soprattutto a coloro che sono incerti o contrari e di affrontare i casi clinici più complessi. I vaccini hanno cambiato la storia della pediatria, perché la mortalità infantile, nel primo anno di vita e nella fanciullezza è diminuita proprio grazie al calo delle malattie infettive che è seguito alle vaccinazioni di massa. Purtroppo in molti hanno dimenticato l’importanza della vaccinazione, è sufficiente ricordare la grande epidemia di poliomielite degli anni cinquanta e sessanta per rendersi conto dei grandi benefici dei vaccini: se le famiglie scelgono di non vaccinare i propri figli, il rischio è il ritorno di infezioni pericolose per loro e per l’intera comunità. Si deve quindi continuare a vaccinare perché le vaccinazioni sono il modo più sicuro per non ammalarsi e per non diffondere ad altri la malattia. Non si può più pensare – io non vaccino mio figlio, ci pensino pure gli altri – perché ogni persona non immunizzata può contribuire a diffondere una malattia.

 

Sahalima Giovannini

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