Meningite, sono gli adolescenti a rischiare di più

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Meningite, sono gli adolescenti a rischiare di più

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Di meningite non si smette mai di parlarne: ci sono periodi in cui si verificano vere e proprie epidemie locali, come è successo qualche anno fa in Toscana e di recente in provincia di Bergamo.  A volte i casi isolati possono avere risvolti drammatici. Purtroppo la meningite c’è, è insidiosa e pericolosa, ecco perché non è possibile abbassare la guardia.

I sintomi della meningite

Prima di tutto facciamo la conoscenza con la genesi della malattia: è un disturbo legato a un agente patogeno, a volte un virus ed è la forma meno seria a volte un batterio ma anche i funghi possono esserne i responsabili. La forma più pericolosa è quella batterica, può infatti evolvere in pesanti complicanze. Può partire con sintomi simili a quelli dell’influenza, ma la febbre può essere molto alta e soprattutto il segnale, da non trascurare, è la rigidità dei muscoli, a partire dal dolore al collo che impedisce di fare i movimenti. Secondo alcuni esperti il bambino con meningite sarebbe del tutto impossibilitato perfino a camminare: mentre in caso di influenza o febbre magari barcolla, ma cammina, se c’è meningite non riesce a muovere un passo ed è alto il rischio di caduta. È importante intervenire subito con i farmaci adatti, perché in alcuni casi può verificarsi il decesso.

Chi rischia di più le complicanze della meningite

Sono i bambini e gli adolescenti, insieme a persone con alcune specifiche patologie, le persone più a rischio di contrarre la meningite batterica, malattia invasiva che può avere conseguenze gravissime, fino ad arrivare a essere letale. E’ a loro che è raccomandato il vaccino contro i cinque principali tipi di meningococco – A, B, C, W135, Y -. A ricordarlo, è Massimo Galli, past president della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali – SIMIT – e professore ordinario di Malattie Infettive Università degli Studi di Milano. Secondo l’esperto, ciascuno di noi entra a contatto almeno una volta nella vita con il batterio della meningite e il 10% delle persone tra i quindici e venticinque anni si portano il batterio in gola per un periodo abbastanza lungo. Ad ammalarsi è una percentuale minima, circa 200 persone l’anno, delle migliaia e migliaia di, carrier, mentre nella stragrande maggioranza dei casi le persone si autoimmunizzano. Ad aver bisogno di un vaccino sono soprattutto i bambini e gli adolescenti, il loro sistema immunitario è in formazione e fanno un tipo di vita sociale intensa in cui è favorito lo scambio di batteri.

Vaccino per la meningite è la miglior difesa

Per questo, il Calendario Vaccinale raccomanda che i bambini vengano vaccinati per il meningococco B nel corso del primo anno di vita: 3 dosi nei primi sei mesi di vita e un richiamo al 13/mo mese, mentre la vaccinazione anti-meningococco C spesso somministrato come quadrivalente insieme a A, W135 e Y è fortemente raccomandata nei bimbi che hanno compiuto un anno con un richiamo da adolescenti, e tra i dodici e i diciotto anni. Tra gli adulti, invece, ad essere a rischio di malattia meningococcica invasiva e dunque hanno bisogno di vaccino le persone portatrici di rari assetti genetici che comportano riduzione di alcune risposte immunitarie e persone con alcune malattie, come coloro a cui è stata asportata la milza, pazienti con talassemia, anemia falciforme, le persone con epatopatie gravi, diabete giovanile o insufficienza renale. Ci sono altre categorie a cui sarebbe consigliabile il vaccino, ovvero i professori e gli operatori sanitari, perché lavorano a stretto contatto con contesti in cui il batterio si diffonde di più, e chi viaggia nell’area Sub Sahariana, la cosiddetta Meningitis Belt, perché caratterizzata da maggior frequenza di infezioni meningococciche.

Lina Rossi  

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