

Circa due bambini su mille, uno ogni tre secondi secondo i dati della Fondazione Operation Smile Italia onlus, nascono con una malformazione che può coinvolgere le labbra, oppure le labbra e il palato. Stiamo parlando della labioschisi e della labiopalatoschisi. Si tratta, rispettivamente di una spaccatura, la schisi appunto che può riguardare il labbro superiore: una fissurazione che divide il labbro a metà, un po’ come accade con il labbro delle lepri. Per questa ragione viene definita labbro leporino. Quando la spaccatura riguarda solo il palato, si parla di palatoschisi, mentre se sono coinvolti sia il labbro superiore sia il palato, il bambino è soggetto a labiopalatoschisi, la forma più complessa ed evidente.
Secondo gli esperti, le cause della malformazione sono di tipo genetico: se in famiglia una persona ha evidenziato il difetto è possibile che i figli o i fratelli ne siano ugualmente colpiti. Entrano in gioco anche fattori epigenetici o ambientali: una mamma fumatrice o che assume alcolici in gravidanza ha una probabilità maggiore di avere un bambino con questa alterazione. Dire addio al fumo e all’alcol è quindi una sicurezza in più di mettere al mondo un bambino privo di problemi simili. Anche la dieta è importante: un regime alimentare corretto, comprensivo di alimenti ricchi di acido folico, svolge un ruolo protettivo contro l’insorgenza di questo difetto dello sviluppo. Sarebbe opportuno, quando si ha intenzione di concepire un bambino di iniziare ad assumere una integrazione di acido folico almeno un paio di mesi prima del concepimento. Nascere con il difetto di chiusura del labbro o al palato non causa solo una deformazione al viso, ma impedisce al bambino la nutrizione, infatti il labbro leporino impedisce al neonato di ben attaccarsi al capezzolo della mamma. La fessurazione del palato, invece, rende difficoltosa la nutrizione più avanti negli anni, causando inoltre difficoltà nel parlare oltre ad esporre al rischio di infezioni.
Per aiutare i neonati ad alimentarsi nei primi mesi di vita sono disponibili speciali tettarelle per aiutare il neonato a nutrirsi, possono essere applicate al biberon con il latte di formula, oppure con il latte della mamma. Per prevenire le infezioni al palato fessurato esiste una sorta di apparecchio che si applica al palato per limitare il rischio di infezioni. Queste soluzioni, ovviamente sono presidi temporanei, si possono adottare nei primi mesi di vita del bambino, mentre il palato e le labbra sono in crescita. La soluzione definitiva è l’intervento chirurgico per saldare la fessurazione, consentendo non solo una nutrizione corretta ma la scioltezza nel parlare. L’intervento per correggere il labbro leporino può essere eseguito già a tre – sei mesi. Per la fessurazione del palato si deve attendere che il piccolo abbia almeno quindici -diciotto mesi. Si tratta ormai di interventi di routine ben tollerati dal bambino e richiedono solo qualche giorno di degenza. La cura però non si esaurisce con l’intervento: il bambino dovrà essere seguito da un ortodontista per l’eventuale applicazione di un apparecchio per il corretto sviluppo dell’arcata dentaria. Può essere opportuno anche l’intervento del logopedista per correggere difetti nel linguaggio ed eventualmente anche di una psicoterapia specialistica per bambini.
Giorgia Andretti
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