La vaccinazione anti influenzale, perché somministrarla ai bambini

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La vaccinazione anti influenzale, perché somministrarla ai bambini

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Ogni anno il 5-10% della popolazione italiana resta a letto con l’influenza. I virus influenzali possono causare forme lievi o gravi della malattia, possono infatti esserci delle complicanze non da poco, dall’otite alla bronchite fino alla polmonite. Per questo è opportuno approfittare della vaccinazione, uno strumento di prevenzione efficace e fondamentale per le categorie a rischio, come i bambini molto piccoli e quelli affetti da particolari malattie croniche. Vaccinandosi si può contribuire a ridurre il numero di casi, prevenendo la diffusione dell’influenza verso i nonni e, soprattutto, dei ricoveri in ospedale.

Vacciniamo tranquillamente i bambini
Spesso ciò che frena i genitori dal sottoporre i figli al vaccino è il timore che si possano verificare reazioni avverse ed effetti collaterali. In realtà, non esiste alcun rischio. I vaccini antinfluenzali sono sicuri poiché vengono sottoposti a controlli di qualità predefiniti a livello internazionale. Talvolta, possono manifestarsi reazioni avverse, per lo più lievi, simili a una forma molto leggera di influenza: qualche linea d febbre, brividi, mal di testa. Tutti corrono il rischio di contrarre il virus dell’influenza, ma alcune categorie sono più vulnerabili di altre. I gruppi a rischio comprendono le persone con malattie croniche come asma, diabete, malattie renali ed epatiche croniche, fibrosi cistica: si tratta di categorie a rischio per le quali una semplice influenza può diventare una malattia di una certa serietà. Per tutti i bambini in buona salute è sufficiente fronteggiare i sintomi avvalendosi del consiglio del proprio pediatra, somministrare farmaci per la febbre e tenere le vie respiratorie il più libere possibile. Inoltre, un bambino andrebbe tenuto a casa non appena compaiono i primi sintomi: una persona infetta può trasmettere il virus prima ancora dell’arrivo della febbre, con un semplice colpo di tosse, uno starnuto o una stretta di mano. Vaccinandosi si proteggono i familiari, i colleghi e i pazienti, specialmente quelli a maggior rischio di sviluppare le complicanze associate con l’influenza.

Il momento giusto per il vaccino
La vaccinazione dovrebbe essere effettuata ogni anno, prima dell’inizio della stagione influenzale. In Italia, a partire da metà ottobre. È comunque possibile vaccinarsi anche più tardi, quando la stagione influenzale è già iniziata, ma prima ci si vaccina e meglio è. La protezione ottimale si raggiunge 10-14 giorni dopo la vaccinazione. Per gli adulti è sufficiente una sola dose di vaccino. I virus influenzali si modificano a ogni stagione e per questo motivo ogni anno viene formulato un nuovo vaccino contro l’influenza. I virus contenuti nel vaccino vengono selezionati sulla base di quelli che hanno circolato nella stagione precedente. L’efficacia del vaccino può variare di anno in anno, a seconda dei virus circolanti e a seconda dell’età del soggetto. È importante consultare il medico in caso di sintomi importanti o che persistono oltre i 5 giorni. Si è contagiosi dal momento in cui si contrae il virus e fino a 5-7 giorni dalla scomparsa dei sintomi. Per limitare il contagio è utile lavare spesso le mani, coprire la bocca in caso di tosse e starnuti, usare fazzoletti di carta usa e getta, usare mascherine se esposti a contatto con altre persone non malate.

Ecco come sarà composto quest’anno il vaccino
Parte questa settimana la campagna di vaccini per la stagione influenzale 2014-2015, per la prima volta potrà contare anche sul vaccino tetravalente, copre cioè quattro ceppi del virus influenzale, oltre a quello trivalente finora usato. L’Agenzia italiana del farmaco – AIFA ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale la determina che autorizza i vaccini anti-influenzali per quest’anno, e ricorda che il periodo indicato per la campagna vaccinale, in accordo alla Circolare del Ministero della Salute, va dalla metà di ottobre fino alla fine di dicembre. La composizione di tutti i vaccini influenzali per il 2014-2015 segue le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS e dell’Agenzia Europea dei Medicinali – EMA ed è analoga a quella dello scorso anno. I ceppi del virus coperti dal vaccino trivalente sono il ceppo A/California/2009, quello di origine suina, rimasto stabile, il ceppo A/Texas/2012, e il ceppo B/Massachussets/2012, cui si aggiunge, per il tetravalente il ceppo B/Brisbane/2008. La protezione indotta dal vaccino comincia circa dopo due settimane dalla vaccinazione e dura per un periodo di sei – otto mesi, per poi decrescere. Oltre all’uso dei vaccini e di eventuali antivirali, per limitare la diffusione dell’influenza, è importante, ricorda l’AIFA, una buona igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie.

Lina Rossi

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