

Troppo complesso utilizzare la siringa dosatrice per somministrare uno sciroppo? Facciamo a caso e versiamo la stessa dose in un cucchiaio. È sbagliato, sia quando si fa con gli adulti sia quando si devono curare dei bambini. La dose scorretta è nociva: se è troppo scarsa non cura, se è abbondante può causare tossicità.
Dosi sbagliate se proposte a occhio
I rischi delle dosi – a occhio – sono stati dimostrati da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Scuola di Medicina della New York University, pubblicato sulla rivista Pediatrics. Il 20% dei genitori che somministra farmaci liquidi ai propri figli non utilizza il dosatore apposito, ossia il bicchierino dosatore o la siringa senza ago, ma si serve del cucchiaio. I ricercatori hanno chiesto a oltre 2 mila genitori di bambini di età inferiore ai nove anni di preparare tre diverse dosi di un liquido utilizzando tre strumenti differenti, per un totale di nove dosaggi. I partecipanti all’esperimento hanno commesso errori di dosaggio in oltre un quarto dei casi e in quasi il 70% delle somministrazioni si è verificato un sovradosaggio. C’è di peggio: oltre un quarto dei genitori ha proposto al bambino una quantità di liquido più che doppia rispetto a quella che avrebbe dovuto prelevare. L’84,4% dei genitori, infine, ha compiuto almeno un errore di dosaggio.
Come evitare di commettere errori
I ricercatori hanno inoltre scoperto che l’uso di bicchierini graduati è più a rischio di errore rispetto a quello di siringhe. Gli errori dipendono anche dalla dose che si deve somministrare: più questa è abbondante, maggiore è il rischio di errore. Per questa ragione, gli esperti suggeriscono alle case produttrici di farmaci di mettere a punto strumenti di misurazione più precisi, in modo che il margine di errore sia eventualmente ridotto. I risultati dei ricercatori indicano che quando sono prescritte dosi più contenute, i pediatri dovrebbero incoraggiare i genitori ad utilizzare le siringhe, fornendogliene una da portare a casa; i bicchierini possono essere utilizzati per dosi più grandi. Il cucchiaio va evitato ed è ammesso soltanto nel caso in cui sia espressamente suggerito dal medico o scritto nel foglietto illustrativo. Negli altri casi è bene combattere la pigrizia e attenersi alle corrette misurazioni, utilizzando la siringa senz’ago. A volte i bambini più piccoli hanno paura, in modo del tutto ingiustificato, di questo strumento che ricorda loro la puntura. È giusto allora permettere che i piccoli interagiscano con essa, ma se ne può fornire loro una qualsiasi, dopo aver tolto l’ago. Se si rifiutano di prendere il farmaco con la siringa, la si può utilizzare per dosare il prodotto e solo a questo punto si versa nel cucchiaio. Oppure, si può chiedere al pediatra un’altra formulazione dello stesso farmaco, per valutare se è accettata meglio dal bambino.
Giorgia Andretti