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Impegni e doveri del pediatra

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Vi presentiamo il medico dei vostri figli. Ecco quali sono i suoi compiti, quanti bambini può seguire, quali sono gli obblighi di orario e quando deve visitare a domicilio.

Tra le prime “incombenze” che seguono la nascita di un bambino c’è l’iscrizione del piccolo al Sistema Sanitario Nazionale e la scelta del pediatra di famiglia. Per ottenere la tessera sanitaria basta recarsi presso gli uffici dell’Azienda Sanitaria Locale presentando il certificato di nascita e il codice fiscale del bambino. Sempre presso gli stessi uffici si può comunicare il nome del pediatra di famiglia, che va scelto tra quelli iscritti nell’elenco della Asl di appartenenza. Tre i documenti da presentare: il certificato di assistenza al parto rilasciato dall’ospedale, il certificato di nascita, il codice fiscale del bebè.

I compiti del pediatra di famiglia

Il pediatra di famiglia, medico specializzato nella cura dei bambini, è una delle figure fondamentali del nostro Sistema Sanitario Nazionale (S.S.N.). Ad esso sono affidate l’attività di prevenzione e le cure primarie dei cittadini da 0 a 14 anni (ma già a partire dal sesto anno si può decidere di passare al medico di famiglia). In caso di malattia cronica del paziente l’assistenza è estendibile fino a 16 anni. Il pediatra di famiglia ha il compito di mantenere in buona salute i suoi pazienti attraverso visite periodiche di controllo (bilanci di salute), screening, visite mediche, prescrizione di terapie e, se necessario, consulti con specialisti e prescrizione di esami di laboratorio.
Prescrive ai suoi pazienti farmaci, esami di laboratorio e visite specialistiche che, secondo scienza e coscienza, riterrà necessari per la tutela della loro salute. Egli infatti ha un contratto con il Sistema Sanitario nazionale, l’Accordo Collettivo Nazionale per la Pediatria, che prevede che sia lui stesso a decidere autonomamente le prescrizioni diagnostiche e terapeutiche necessarie nelle varie situazioni che si presentano quotidianamente. In tal modo ogni pediatra si assume personalmente la responsabilità delle sue prescrizioni. La sua attività sarà svolta tanto più facilmente quanto più si instaurerà un rapporto di conoscenza e fiducia reciproca tra i genitori del bambino e il pediatra.

Il numero di assistiti

Il problema più comune che i neo genitori incontrano in occasione della scelta del pediatra è l’indisponibilità di quest’ultimo a prendere in carico il piccolo assistito per il rispetto delle nomre di legge. Ogni pediatra, infatti, può avere in carico, salve alcune eccezioni, un massimo di 800 pazienti. Secondo l’ultimo Accordo Collettivo Nazionale per la Pediatria che regola i rapporti tra pediatra, cittadino e Stato, tale numero è stato aumentato del 10%, quindi 80 pazienti, a favore dei nuovi nati entro i 3 mesi di vita, degli extracomunitari con regolare permesso e dei fratelli di coloro che sono già seguiti dallo stesso medico.

Gli orari dell’ambulatorio

Il pediatra è a disposizione dei suoi assistiti nel proprio ambulatorio, una struttura privata che deve essere aperta 5 giorni alla settimana. Il sabato mattina ed il pomeriggio dei giorni prefestivi il pediatra può non svolgere l’attività ambulatoriale; in ogni caso è reperibile fino alle 10.00.
L’orario di apertura dello studio deve essere esposto nella sala d’attesa dell’ambulatorio e presso l’Ufficio assistenza sanitaria della Asl dove viene effettuata la scelta del medico.
Gli orari sono scelti direttamente dallo specialista che li comunica alla Asl. Il medico è tenuto a svolgere la sua attività all’interno dei seguenti orari: dalle 8.00 alle 20.00 dei giorni feriali, dalle 8.00 alle 10.00 del sabato e dalle 8.00 alle 14.00 del giorno prefestivo.
Negli altri orari il pediatra è sostituito a tutti gli effetti dalla Guardia Medica, un servizio di medicina di Pronto Soccorso che viene svolto tutti i giorni feriali dalle ore 20.00 alle ore 8.00 del mattino seguente e dalle ore 10.00 del sabato fino alle ore 8.00 del lunedì successivo. Inoltre tale servizio viene effettuato durante i giorni festivi a cominciare dalle ore 10.00 del giorno prefestivo, per concludersi alle ore 8.00 del primo giorno feriale successivo a quello festivo.
Le visite ambulatoriali
Le visite ambulatoriali di norma vengono effettuate per appuntamento, tranne le emergenze per le quali è comunque consigliabile contattare il pediatra prima di portare il bambino presso l’ambulatorio. Questo perché il pediatra assiste centinaia di bambini ed ha perciò la necessità di organizzare il lavoro in maniera da poter soddisfare tutte le richieste anche nei periodi di epidemia, quando è costretto ad effettuare molte visite e rispondere a molte telefonate; per questo motivo è importante che i genitori dei suoi pazienti seguano un comportamento corretto e cerchino di non affollare lo studio senza preavviso.
L’assistenza sanitaria è garantita tutto l’anno; in caso di assenza il pediatra delega un suo sostituto a prendersi cura dei suoi pazienti e quando il suo studio è chiuso il genitore può ricorrere alla Guardia Medica o al pronto soccorso pediatrico, presente in molti ospedali.

Le visite domiciliari

Il pediatra effettua, quando lo ritiene necessario per il bambino (nel caso questi per esempio, non possa essere trasportato presso l’ambulatorio), anche visite domiciliari senza spesa aggiunta da parte dei genitori (ma se la visita è effettuata dopo le 20.00 o il sabato dopo le 10.00 è a pagamento).
Le visite domiciliari che vengono concordate entro le ore 10.00 verranno effettuate in giornata, le altre verranno eseguite entro le ore 12.00 del giorno successivo. Il sabato ed i giorni prefestivi il pediatra effettuerà solo le visite domiciliari concordate entro le ore 10.00.
La visita domiciliare è comunque un modo eccezionale che il pediatra utilizza per visitare i suoi pazienti e la sua necessità va valutata caso per caso. Un bambino con febbre, ad esempio, non corre alcun rischio ad essere trasportato e per il medico spesso potrebbe essere più vantaggiosa una visita accurata presso il proprio ambulatorio.

Le prestazioni a carico del Sistema Sanitario Nazionale

L’Accordo Collettivo Nazionale per la Pediatria prevede che il pediatra effettui gratuitamente per i suoi assistiti le seguenti prestazioni:

  • Visite ambulatoriali
  • Visite domiciliari solo se le ritiene necessarie
  • Prescrizioni di esami strumentali e di laboratorio
  • Prescrizioni di visite specialistiche e cure termali
  • Certificati di malattia del bambino per chiedere l’astensione dal lavoro di un genitore
  • Certificati di idoneità allo svolgimento di attività sportive non agonistiche in ambito scolastico, su precisa richiesta scritta dell’Autorità scolastica
  • Certificati obbligatori per legge, per la riammissione a scuola e al nido
  • le prestazioni aggiuntive.

    Le prestazioni a carico dell’assistito

  • Il pediatra di famiglia inoltre può effettuare a pagamento (secondo tariffe previste dall’Ordine dei Medici) tutte le prestazioni che non sono previste nel contratto con il S.S.N. ed in particolare:
  • Visite, prescrizioni e certificati, ai bambini non iscritti nell’elenco dei suoi assistiti
  • Visite ai bambini residenti in altri comuni che occasionalmente si trovano nel comune del pediatra (con tariffe stabilite dalle Regioni)
  • Certificati di idoneità allo svolgimento di attività sportive non agonistiche non richiesti dalla scuola
  • Certificati per la frequenza di colonie, soggiorni estivi, campi scout
  • Certificati richiesti dalle assicurazioni
  • Certificati in genere che non siano compresi nell’elenco riportato nel paragrafo precedente
  • Vaccinazioni.

    I bilanci di salute

  • Il pediatra di famiglia conserva ed aggiorna periodicamente una scheda sanitaria per ciascuno dei propri assistiti, attraverso visite di controllo programmate ad età prestabilite, dette bilanci di salute. Durante queste visite di controllo il pediatra verifica lo stato di salute del bambino esaminando nel suo insieme lo sviluppo fisico e quello psicologico, tenendo conto di parametri clinici e di giudizio diversi per ogni età considerata, confrontando nel tempo i risultati con quelli ottenuti nelle visite precedenti ed interpretando ogni cosa in base all’età del bambino, alla sua storia clinica ed a quella familiare.
    Si tratta perciò di un bilancio globale della salute di quella persona, in quel preciso momento della crescita, tenendo conto non solo della sua storia medica, ma anche dell’ambiente familiare e sociale in cui vive. A seconda delle regioni i bilanci di salute possono essere 6 o 8 nei primi sei anni di vita del bambino.
    Durante un bilancio di salute il pediatra:
  • Esegue una visita generale
  • Misura l’altezza e il peso del bambino
  • Valuta lo sviluppo psicologico e motorio sulla base di informazioni fornite dai genitori
  • Valuta la vista e l’udito
  • S’informa del comportamento della vita del bambino in famiglia e con i suoi coetanei
  • Parla e chiarisce ai genitori problemi sull’alimentazione
  • Controlla che il bambino abbia effettuato le vaccinazioni raccomandate dal Ministero
  • Fornisce informazioni di educazione sanitaria
  • Discute di problemi che possono presentarsi nei giorni successivi
  • Esegue alcuni screening per malattie che, se individuate precocemente, possono essere curate con successo.
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    Angela Salini

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