

I diabetologi hanno notato che, nei mesi della pandemia di Covid-19, si è verificata un’impennata dei casi di chetoacidosi diabetica nei bambini: si tratta di una forma di diabete 1 del quale non ci si è accorti e che provoca una situazione di intossicazione metabolica. Questa emergenza, se non trattata per tempo, può portare il bambino a perdita di coscienza ed a complicanze ancora peggiori. Per i diabetologi, questa situazione si è verificata perché, durante la pandemia, il timore di recarsi al pronto soccorso ha indotto molte famiglie a sottovalutare segnali come sete intensa, tanta pipì, perdita di peso e debolezza: i tipici segnali del diabete nel bambino. Per questa ragione molti piccoli arrivavano al pronto soccorso già in condizioni critiche.
In questa stagione i bambini trascorrono molto tempo all’aperto, giocando e correndo con le alte temperature, gli esperti invitano a prestare ancora più attenzione a segnali che proprio con il caldo possono ingannare e indurre a pensare che se il bambino beve tanto oppure è stanco sia normale, potrebbe invece, trattarsi dei primi segnali di diabete. Esistono alcuni importanti campanelli di allarme da tenere sotto controllo, soprattutto nella stagione estiva. Facendo più movimento, è normale che i bambini siano più stanchi, abbiano più sete e facciano più pipì. Sono i primissimi segnali sospetti per una diagnosi di diabete ma nello stesso tempo sono anche gli effetti del caldo e dell’attività fisica.
Ovviamente non si deve pensare subito al diabete. In caso di malattia devono esserci altri sintomi, tra cui alitosi forte e dolciastra, mal di pancia, respiro difficoltoso, dimagrimento repentino e senso della fame aumentato. Non sempre i segnali si presentano contemporaneamente, ne sono sufficienti due o tre per indurre ad approfondire il sospetto, parlandone con il pediatra. Nel frattempo è possibile utilizzare specifici stick in farmacia, possono individuare la presenza di zucchero nelle urine del bambino. In base al risultato del test si approfondisce con altri esami suggeriti dal medico.
Se poi si scopre che il bambino ha davvero problemi di diabete, è facile andare nel panico ed è comprensibile. I genitori devono però essere consapevoli che, grazie ai progressi della medicina, i giovanissimi con diabete possono condurre una vita praticamente normale, seguendo un’alimentazione varia e facendo sport. Nel nostro paese, sono circa undicimila gli under quindici costretti a gestire il diabete. Si tratta di un dato da moltiplicare per il numero dei genitori che si devono far carico della malattia, preoccupati soprattutto di quello che succede e succederà fuori casa, a scuola, nelle attività sportive, alle feste con gli amici.
Oggi sono disponibili insuline di ultima generazione a lento rilascio che non espongono il bambino alle pericolose crisi ipoglicemiche dei farmaci usati in passato. La loro somministrazione è praticamente indolore grazie all’impiego di infusori che rilasciano la dose di insulina della quale il bambino necessita in quel momento, ovvero, in base ai carboidrati mangiati, mentre può essere ridotta se il bambino è a digiuno o pratica attività fisica o a tutte quelle situazioni che si accompagnano a una riduzione del livello di zuccheri. Questa precisione è possibile grazie all’impiego dei misuratori in continuo della glicemia indossati dal bambino, vengono infatti effettuate molte rilevazioni dello zucchero nel sangue nell’arco della giornata, trasmettendo il dato agli infusori. Si tratta di due successi tecnologici fondamentali per migliorare lo stile di vita del bimbo e di tutta la famiglia.
Lina Rossi
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