

Nuove speranze in arrivo per il diabete di tipo 1, una malattia di origine autoimmune che riguarda soprattutto i soggetti giovani, i bambini anche piccoli e i ragazzi. Una malattia, purtroppo, che non può essere prevenuta. Infatti la variante adulta del diabete, chiamata di tipo 2, è legata soprattutto allo scorretto stile di vita, con sedentarietà ed eccesso di zuccheri e calorie. Muoversi di più e ridurre l’introito alimentare sarebbe un sistema semplice ed efficace per evitare di incorrere nel diabete di tipo 2.
Cellule del pancreas che non funzionano
Non è così per il diabete di tipo 1, malattia autoimmune di origine ancora in parte sconosciuta. Si pensa sia legata a una forma di stress fisico o psicologico subito dall’organismo. Questo evento stressante provoca un’alterazione nel sistema immunitario, che inizia quindi a produrre autoanticorpi, cellule dirette contro lo stesso organismo cui appartengono. In particolare gli anticorpi danneggiando le cellule beta del pancreas, una grossa ghiandola situata vicino allo stomaco. Queste cellule hanno normalmente il ruolo di produrre l’insulina la sostanza attiva nel controllo del livello di zucchero nel sangue: la glicemia. Se l’insulina non è sufficiente,il valore della glicemia si alza. Avere un alto tasso di zucchero nel sangue è pericoloso, perché le molecole si depositano negli organi e possono causare seri danni. L’unica soluzione per stare meglio, per i piccoli con diabete, è assumere insulina: anche per questo, il diabete di tipo 1 è detto – insulino-dipendente. In passato, l’assunzione della sostanza dall’esterno comportava molti problemi perché i bambini dovevano sopportare le iniezioni e, oltretutto, erano spesso soggetti all’effetto secondario, cioè il calo ipoglicemico. Oggi ci sono insuline nuove, da somministrare anche solo una volta al giorno, non causando ipoglicemia, o quasi mai.
Il vaccino è in seconda fase di sperimentazione
Sarebbe bello, però, non ammalarsi affatto di diabete. Il vaccino che si sta sperimentando nasce proprio con questo obiettivo. Si stanno occupando della sperimentazione gli esperti coordinati dell’Università Ludwig Maximilians di Monaco di Baviera, in Germania. L’obiettivo è proprio testare l’effetto preventivo sul lungo periodo di un vaccino contro l’insorgenza del diabete. L’immunoterapia sarebbe diretta ai bambini di età compresa tra sei mesi e due anni di età, considerati a rischio di sviluppare la malattia perché hanno in famiglia uno o più casi di diabete. Si è già conclusa la prima fase di sperimentazione, e i test hanno dimostrato efficacia e tollerabilità. Nella seconda fase del programma si passerà a sperimentare gli effetti del vaccino assunto per bocca. I piccoli arruolati nel programma dovranno assumere dosi crescenti di insulina, per abituarsi al farmaco. Il principio è identico a quello dei vaccini messi a punto per le intolleranze alimentari. I bambini verranno poi monitorati nel tempo per verificare se svilupperanno la malattia. È stato deciso di effettuare la desensibilizzazione per via orale, in modo che l’insulina raggiunga l’apparato digerente e venga qui riconosciuta come innocua. È possibile infatti che la reazione autoimmune derivi dal fatto che l’organismo non riconosce l’insulina e la attacca, dirigendovi contro i suoi anticorpi.
Giorgia Andretti