

Il pediatra rassicura che essendo stato somministrato solo il mese scorso il nirsevimab per la protezione della patologia del tratto respiratorio inferiore causata dal virus respiratorio sinciziale – VRS – ricordando però, con molta gentilezza alla mamma che non previene completamente ogni infezione.
Sicuramente non è influenza, sostiene la mamma. Avendo ricevuto il vaccino antinfluenzale durante la gravidanza, il piccolo dovrebbe essere protetto per i primi 6 mesi di vita. Il pediatra ricorda alla mamma che proprio a questo proposito è stato pubblicato un articolo su JAMA Pediatrics a dimostrazione di come il vaccino antinfluenzale in gravidanza riduca il rischio di influenza nei bambini sotto i 6 mesi di un terzo. I ricoveri per influenza si sono ridotti di circa il 40%. Il pediatra molto attento, nell’elogiare la madre, per aver fatto tutto il possibile per proteggere il suo bambino dalle infezioni virali, ricorda che la vaccinazione riduce, ma non elimina completamente, il rischio di infezione, e che l’influenza, specialmente l’influenza B, è ancora presente nella comunità. Raccomanda quindi di effettuare il test per virus respiratorio sinciziale e COVID-19. Una volta effettuato il test con il risultato negativo la diagnosi è: bronchiolite virale.
La situazione respiratoria peggiora e il bambino viene portato al pronto soccorso, il tampone nasale rivela la diagnosi di metapneumovirus umano – hMPV. Proprio come il virus sinciziale, il metapneumovirus umano appartiene alla famiglia dei Pneumoviridae, e le manifestazioni cliniche sono spesso simili. Proprio come l’ VRS, il l’hMPV è una causa comune di bronchiolite nei bambini. Può anche causare infezioni delle vie respiratorie superiori: polmonite, otite media ed esacerbazioni asmatiche. Le infezioni da hMPV sono comuni, sebbene meno conosciute dai genitori rispetto al VRS e influenza. Quasi tutti i bambini vengono infettati almeno una volta entro i 5 anni. Secondo l’American Academy of Pediatrics, l’incidenza dei ricoveri attribuibili a hMPV nei bambini piccoli è inferiore rispetto a RSV, ma simile a influenza. I bambini ricoverati con hMPV tendono ad essere più grandi. Prima della pandemia di COVID-19 negli Stati Uniti, l’hMPV in genere circolava da inizio gennaio a inizio giugno, con picco a fine marzo. Al contrario, la stagione dell’VRS iniziava prima, tipicamente a fine ottobre, con picco a fine dicembre, e calava ad aprile. C’era notevole sovrapposizione con la circolazione dell’VRS. Le co-infezioni con questi due virus sono ben descritte e possono essere associate a malattie più gravi. La stagionalità di entrambi i virus è stata disgregata durante la pandemia.
La mamma del bambino al controllo dal pediatra, dopo l’infezione da hMPV, voleva discutere su cosa si sarebbe potuto fare per prevenire questa infezione. Bene, attualmente non ci sono vaccini disponibili per prevenire l’hMPV, ma sono in corso studi su vaccini candidati per adulti e bambini. La sicurezza e l’immunogenicità di un vaccino combinato mRNA sperimentale che mira sia hMPV che hPIV3 – Human parainfluenza virus 3- è stata recentemente valutata in uno studio di fase 1b. Ad oggi, il modo migliore per prevenire la malattia da hMPV sono quelli di buon senso raccomandati per la prevenzione di tutte le infezioni virali delle vie respiratorie. Lavaggio frequente delle mani con acqua e sapone, evitare di toccare occhi e bocca con mani non lavate. Pulire regolarmente le superfici che potrebbero essere contaminate con dall’hMPV, come i giocattoli condivisi. Infine, star lontano dalle persone malate, se possibile.
Rossi Lina
Il Covid-19 ha colpito al cuore anche l’economia, tutto si è fermato, pubblicità compresa, l’unica forma di sostentamento per fare e diffondere l’informazione medico-scientifica, obiettivo principale di Guidagenitori.it
I nostri giornalisti, tecnici informatici e tutti gli altri operatori che sorreggono il giornale, continuano a svolgere regolarmente il lavoro per offrire gratuitamente i servizi editoriali, nonostante le difficoltà economiche. Ecco perché il vostro contributo è prezioso.