

Tanto sonno, tanta salute, recita la saggezza popolare. E si dovrebbe dire: anche tanta forma fisica! Proprio così: sembra che i chili di troppo, nei bambini, siano anche legati alla mancanza di un numero adeguato di ore di sonno notturno. Insomma, abituando i figli ad andare a dormire presto, li si aiuterebbe anche a non accumulare chili di troppo.
Dormendo di più si dimagrisce
La scoperta viene dal gruppo di studio della dottoressa Chantelle Hart del Center for Obesity Research and Education – CORE presso la Temple University, negli Usa. È il primo studio che prova l’effetto del sonno sull’alimentazione: un’associazione già nota da tempo ma soltanto a livello teorico. I pediatri americani hanno voluto scoprire se era possibile ottenere un dimagrimento e una riduzione dell’introito calorico giornaliero intervenendo sulla quantità delle ore di sonno di un gruppo di bambini nell’arco di tre settimane. I bimbi coinvolti nello studio avevano tra gli 8 e gli 11 anni e il 27% di loro era obeso o in sovrappeso. Nella prima settimana i piccoli hanno dormito normalmente secondo le proprie abitudini, nella seconda hanno dormito di più, nella terza meno. Gli esperti hanno notato che nella settimana in cui hanno dormito di più, i bambini avevano perso circa mezzo chilo e assumevano mediamente 134 calorie in meno al giorno. I pediatri hanno in progetto di ripetere lo studio seguendo un gruppo di bambini precedentemente ‘addestrati ad una corretta igiene del sonno per vedere se questo si traduce in modifiche a lungo termine di comportamenti e alimentazione.
Il legame tra sonno e peso forma
In precedenza altri studi avevano ipotizzato che dormire poco spinge a mangiare di più e peggio, alimentando il desiderio di carboidrati e cibo spazzatura. I bambini di oggi hanno meno sonno perché praticano meno attività fisica rispetto ai coetanei di un tempo, l’attività provocava una sana stanchezza fisica che induceva ad andare a letto. Inoltre, leggono poco la sera: ed è noto che la lettura è anche un modo rilassante per scivolare tra le braccia di Morfeo. Al contrario, trascorrono molto tempo davanti alla televisione, ai videogiochi o al cellulare: tutti passatempi che non stancano il fisico ma, al contrario, eccitano la mente, allontanando il desiderio di andare a dormire. Gli esperti del sonno hanno accertato che durante le fasi di sonno profondo viene rilasciato un ormone, la leptina, è lei che ordina al cervello di provare la sensazione di sazietà. Quando poi ci si sveglia, quindi, la sensazione di fame viene avvertita in misura normale. Quando una persona è sveglia, invece, viene prodotto un altro ormone, la grelina, sostanza che fa aumentare l’appetito. Di conseguenza, chi dorme poco avverte maggiormente la sensazione della fame e ha più difficoltà a resistere all’impulso del cibo. Chi dorme bene, invece, ha un appetito più regolare e un rapporto con il cibo più equilibrato.
Il desiderio di cibo spazzatura
Chi si alimenta in modo abbondante è più portato ad accumulare chili di troppo, che hanno, come conseguenze estreme, l’accumulo di colesterolo nel sangue e una maggiore predisposizione all’insorgenza del diabete più in là con gli anni. Inoltre si innesca un circolo vizioso. Infatti chi è in forte sovrappeso ha difficoltà a dormire perché i chili in più rendono difficile la corretta respirazione. Se non si interviene subito, nell’infanzia, quando è ancora possibile ripristinare buone abitudini, si rischia di avere seri problemi in età adulta. È quindi davvero importante abituare i bambini a praticare attività fisica, sia in forma di sport sia con il gioco libero e invogliandoli ad andare a letto presto, entro e non oltre le 21, meglio se con un buon libro tra le mani da leggere.
Lina Rossi