Attacchi di meduse e tracine, rimedi efficaci

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Attacchi di meduse e tracine, rimedi efficaci

i pericoli al mare
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Il mare e la spiaggia sono ambienti salubri e divertenti per gli adulti, ma lo sono soprattutto per i bambini, hanno la possibilità di muoversi liberi, giocare e sguazzare in acqua. Da recenti ricerche è anche emerso che sono i posti più sicuri per il Covid,  il virus sotto i raggi UV viene disattivato.  In acqua sono però in agguato sono possibili altri rischi: meduse, tracina o ricci di mare. Spesso circolano notizie inesatte o addirittura pericolose su come medicare questi infortuni. Vediamo insieme quali sono i rimedi corretti.

L’ustione da medusa

Le meduse sono sempre più diffuse nei nostri mari, molto più caldi rispetto a una volta. Può quindi capitare di essere accarezzati da una medusa anche giocando nell’acqua bassa. Al contatto si ha una sensazione dolorosa, quasi un pizzicore e/o bruciore a causa delle vescicole urticanti e neurotossiche. Se accade è essenziale non farsi prendere dal panico perché non è un infortunio serio. È importante anzi che il piccolo veda gli adulti sereni. Vietato applicare ammoniaca, alcol o aceto come veniva suggerito una volta. Per alleviare il dolore e favorire la scomparsa della sostanza urticante l’ideale è lavare la zona colpita con acqua di mare pulita, meglio ancora se calda. Il pronto soccorso è quindi a portata di mano in spiaggia: si raccoglie un po’ d’acqua in un punto dove è più tiepida se esiste uno stabilimento balneare si può chiedere di intiepidirne un po’ a 40-45° e immergere o applicare compresse sulla parte colpita per mezz’oretta. Evitare d toccare la ferita con le mani o il contatto con la sabbia e mai applicare ghiaccio o pomate. Può essere indicato spalmare un poco di cloruro di alluminio al 5%. Nei giorni successivi è opportuno evitare l’esposizione al sole.

La puntura della tracina

Le tracine, o pesci ragno, sono diffuse nel Mediterraneo privilegiando i fondali bassi e sabbiosi. Le tracine se ne stanno nascoste nella sabbia, in attesa di una preda e hanno il dorso dotato di una serie di spine acuminate. Solitamente la tracina tiene le spine abbassate sollevandole solo quando si sente in pericolo, come può capitare nel caso della presenza dei bagnanti. Camminando sul fondale basso si può quindi appoggiare il piede sulle spine della tracina, la sensazione è quella di una puntura molto dolorosa. Il dolore può poi propagarsi, per effetto del veleno, a tutto l’arto e possono comparire, a volte, nausea e febbre. Come già indicato per le meduse, non deve essere applicato ghiaccio, ammoniaca, alcol o aceto. È bene immergere il piede nella sabbia calda, è questo un sistema efficace per disperdere le tossine. Anche in questo caso, sarebbe opportuno immergere il piede in acqua tiepida, massimo 40°. È consigliabile un controllo medico per valutare se è il caso di effettuare il vaccino antitetanico.

Gli aculei dei ricci di mare

I ricci di mare sono esemplari che vanno rispettati e lasciati nel loro ambiente. Evitare di toccarli, di spostarli in piccoli secchielli significa condannarli a morte oltre a rischio di ferirsi. Può però succedere di calpestare involontariamente un riccio di mare. Cosa fare? Prima di tutto è bene estrarre gli aculei con una pinzetta per sopracciglia o un ago sterili: se non si è in grado di farlo o nella spiaggia non è presente un punto di primo soccorso, è meglio contattare un medico, che potrà anche disinfettare la ferita e stabilire se è opportuno effettuare l’antitetanica. La ferita va controllata anche nei giorni successivi, perché potrebbe formarsi un granuloma infiammatorio, che può richiedere a volte un trattamento con antibiotici.

Lina Rossi

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