Addio al pannolino, come preparare il bambino

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Addio al pannolino, come preparare il bambino

Tra i ventidue e trentasei mesi circa un bambino inizia a essere pronto per dire addio al pannolino e iniziare a usare il vasino. Ovviamente ci sono normali differenze tra un bambino e l’altro. Alcuni a due anni usano già il vasino oppure la tazza del bagno con riduttore, altri a tre anni compiuti ancora faticano ad avvertire lo stimolo, quindi si bagnano oppure chiedono insistentemente di poter avere il pannolino. Il modo migliore per aiutare i piccoli in questa delicata fase è stare loro vicini ed avere tanta pazienza.

La fretta in questo contesto non è amica

Prima di tutto, è inutile forzare un bambino ad abituarsi a chiedere il vasino prima dei ventiquattro mesi perché a questa età, un bambino non è ancora in grado di riconoscere lo stimolo che arriva dall’intestino o dalla vescica e non è in grado di collegarlo con l’esigenza di sedersi sul vasino. Dopo i venti mesi circa, un bambino inizia a rendersi conto che è proprio il suo corpo a produrre quella – qualcosa – di liquido o di un po’ più solido che può ritrovarsi ai piedi: se ne rende ovviamente conto più facilmente se il pannolino viene tolto, anche a costo di combinare qualche guaio. Se, un bambino si sta avvicinando ai due anni ed è estate, si può provare a togliere il pannolino, approfittando dell’abbigliamento leggero e del fatto che, se si bagna, non rischia colpi di freddo. Così il piccolo riesce a interagire meglio con il proprio corpo e le sue funzioni, matura una forma di senso del pudore e per questo inizia a collegare lo stimolo della pipì o delle feci all’esigenza di rivolgersi all’adulto per segnalarlo.

Alcuni segnali possono farci capire se il bambino è pronto

Uno dei segnali che ci dicono che il sistema vescicale è pronto è quando i bambini sanno salire e scendere le scale. È possibile rendersi conto che un bimbo è pronto per usare il vasino dal suo stesso atteggiamento: se si rende già conto dello stimolo a urinare o ad evacuare o di essere li a sentire qualcosa che deve uscire dal corpo: si ferma, si rivolge all’adulto con aria stupita e diventa rosso in viso, dimostrando di aver capito che qualcosa sta succedendo. È questo il momento di proporgli dolcemente il vasino. L’estate, con il caldo e il fatto di aver pochi indumenti da sfilare, è spesso il momento giusto per questo passaggio, mamma e papà sono più liberi e possono dedicare al bimbo tempo e attenzioni. Va tenuto conto del fatto che i tempi possono essere molto diversi, anche tra fratelli e che è bene non iniziare se il bambino sta attraversando un periodo impegnativo come per esempio il cambio di casa o la nascita di un fratellino, è bene rimandare di qualche mese. Quando poi si arriva a far fare pipì al bimbo prima di andare a nanna e al mattino il pannolino è asciutto, si può provare a toglierlo di notte, avendo l’accortezza di proteggere il materasso. Si deve avere pazienza, mettendo in conto qualche fallimento e qualche bucato in più. È invece controproducente sgridare il bimbo o fare confronti: se si sentirà insicuro faticherà a diventare indipendente.

È bene evitare guerre aperte con il vasino

Se il bambino non ne vuol sapere del vasino, è inutile far diventare l’evento un campo di battaglia tra mamma, bambino e vasetto. Dobbiamo aver ben chiaro che l’uso del gabinetto non è affatto un bisogno del bambino, bensì un adattamento alle convenzioni della nostra cultura. Essendo quindi una regola culturale, quella del passaggio dal pannolino al vasino per il bambino si tratta di una imposizione.  A questo dobbiamo aggiungere che un bambino può vedere le sue feci come un regalo che il suo corpo produce per donarlo ai genitori e quindi da non disprezzare. È questa la motivazione principale sul perché non c’è accordo sull’uso del vasino tra genitori e bambini. È necessario quindi un punto d’incontro. Non proporre più il vasino e passare direttamente al riduttore seguendo il programma passo passo. Per la prima settimana, quando si toglie il pannolino al bambino ed è sporco di feci, non avvolgetelo su se stesso per gettarlo, iniziate a dire che la nuova legge dice che non si può più gettare il pannolino così sporco nell’immondizia ma bisogna dividere tra la cacca che deve andare nella tazza del bagno e il fluff del pannolino nella pattumiera. Ovviamente il bambino deve assistere, anzi chiedendo il suo aiuto, all’operazione. Alla fine della settimana, si può dire al bambino: visto che dobbiamo fare tutto questo lavoro, perché non proviamo a fare direttamente la cacca con il riduttore nella tazza? Rendere partecipe un bambino delle sue conquiste personali è l’atteggiamento migliore quando si desidera cambiare un comportamento. Ovviamente il bambino va premiato la prima volta che utilizzerà il riduttore.

Giorgia Andretti

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