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Il primo dentino, ogni bimbo ha il suo tempo

I dentini esistono già, come gemme, quando il bambino si trova nel ventre materno, ma iniziano a crescere e ad essere visibili verso il sesto mese di vita. Solitamente crescono primi gli incisivi inferiori centrali, poi quelli superiori centrali, quindi i laterali, i canini, i premolari e così via. Questo ovviamente succede come regola, ma non è sempre così: a volte i denti iniziano a crescere già a cinque mesi, in altri casi a sette-otto un bambino ancora non ne ha fino ad arrivare anche ad un anno. Talvolta i denti superiori crescono prima degli inferiori. Insomma è tutto molto variabile. Quello che è certo è che, verso i due anni, i bambini hanno già un buon numero di denti.

I fastidi della crescita dei denti

Tutto il tempo che intercorre dall’eruzione del primo dentino e fino a quando il bambino ha un abbozzo di dentatura da latte è un periodo non semplice, sia per il piccolo, sia per i genitori. In molti casi il bambino prova un vero e proprio fastidio, dovuto al fatto che il dente in crescita taglia la gengiva per erompere. La salivazione è in aumento e le gengive sono gonfie e calde, il piccolo prova una irresistibile voglia di mordere. I disturbi sono più intensi durante la notte quando la posizione sdraiata favorisce l’afflusso di sangue alle gengive infiammate. Ecco perché il piccolo si sveglia nel cuore della notte, piagnucola, vuole essere preso in braccio e confortato. Secondo molti pediatri alla comparsa dei dentini sono legati anche eventi più importanti, come febbre, episodi di diarrea e bronchiti. In realtà, non esiste una correlazione diretta. È invece possibile che quando i denti stanno crescendo si verifichi una infiammazione che coinvolge anche le prime vie respiratorie, rendendo il piccolo più sensibile a eventuali infezioni. Senza contare che il bambino tende a portare spesso alla bocca le manine, anche quando sono poco pulite facilitando come esito problemi gastro-intestinali, come è appunto la diarrea.

Come alleviare i disturbi

Se un bambino manifesta fastidio intenso, è bene armarsi di pazienza perché   queste manifestazioni possono durare per diversi mesi. Durante il giorno, si può assecondare l’esigenza di mordere proponendogli oggetti in gomma atossica molto resistente, che vanno tenuto per qualche tempo in frigorifero, mai nel freezer: così resta fresco a lungo e il bambino prova sollievo ad addentare e a stringere, alleviando il bruciore e aiutando anche il dente a farsi strada nel tessuto gengivale. Considerato che il fastidio è più intenso nelle ore notturne è utile sollevare il materasso del lettino, sistemando tra la rete e il materasso delle vecchie guide telefoniche o alcuni libri voluminosi. Qualcuno potrebbe pensare che siano sufficienti due cuscino, purtroppo, non va bene perché così facendo si fa alzare solo la testolina del piccolo e il collo curvo gli può causare ulteriore fastidio. I farmaci vanno assunti soltanto, lo ribadiamo a gran voce, solo dietro consiglio del pediatra, che si tratti di gel gengivali lenitivi o di tachipirina. Quest’ultima in particolare va presa solo se compare febbre anche se, non è la febbre non è correlata all’eruzione dei denti, o il bambino appare molto irrequieto e infastidito, nelle dosi adatte all’età.  

Lina Rossi

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