

I corpi mobili, o floaters, sono piccole forme che si muovono nel campo visivo diventando più comuni con l’età. Il perone che le vedono hanno le percezioni che siano davanti all’occhio, ma sono in realtà all’interno: si tratta di aggregati di fibre o particelle all’interno del vitreo, la sostanza gelatinosa che riempie l’occhio. Con il tempo il vitreo tende a liquefarsi ed a ritirarsi; le fibre al suo interno si raggrumano e proiettano ombre sulla retina, dando origine alle immagini di fili, punti, ragnatele, macchie o anellini che percepiamo come oggetti galleggianti. Non è un caso che 43 italiani su 100 hanno problemi alla vista.
I floaters si notano soprattutto guardando superfici uniformi: cielo, pareti chiare sembrano muoversi insieme all’occhio, quando si cerca di scacciarli con lo sguardo sembrano spostarsi più lentamente, come particelle sospese davanti a una lente. Nella maggior parte dei casi i floaters sono legati all’invecchiamento, questi fenomeni sono benigni e, se non limitano la vista, non richiedono trattamento. Spesso col tempo diventano meno fastidiosi perché si depositano in una zona dell’occhio meno visibile.
Esistono cause che richiedono attenzione e valutazione urgente. Tra queste, uno strappo retinico che può verificarsi quando il vitreo tira sulla retina. Se non trattato, uno strappo può evolvere in distacco di retina, una condizione grave che può portare a perdita permanente della vista. Altre cause includono emorragie del vitreo: il sangue all’interno dell’occhio, spesso associato al diabete, la retinopatia diabetica, ma anche a traumi, ipertensione o vasi occlusi, può dare origine a macchie scure persistenti oltre ai tipici floaters. Infine, condizioni infiammatorie dell’occhio, le uveiti, possono provocare gonfiore e presenza di detriti nel vitreo, con sintomi simili. Per questi motivi, alla comparsa improvvisa di numerosi nuovi floaters, di lampi di luce o di una tenda che oscura una parte del campo visivo, è fondamentale rivolgersi subito a un oculista: tali segnali possono indicare un problema retinico che richiede intervento tempestivo. Durante la visita il medico eseguirà un esame del fondo oculare per valutare lo stato della retina e del vitreo e deciderà se sono necessarie ulteriori indagini o controlli periodici.
Nei casi lievi dovuti all’invecchiamento, se i floaters non interferiscono con la vita quotidiana, la gestione è spesso conservativa: controllo periodico e spiegazione che non esistono al momento rimedi casalinghi che li eliminino, con il tempo possono diventare meno percepibili. Se i corpi mobili sono molto fastidiosi, esiste la possibilità di trattarli con il laser: la vitrectomia laser o laser vitreolisi, può frammentare i corpi mobili di dimensioni maggiori, rendendoli meno evidenti. Non tutti i floaters sono però adatti a questo trattamento; è necessaria una valutazione specialistica per capire se la posizione e la natura delle opacità lo consentono.
Quando i floaters compromettono in modo significativo la lettura, la guida o le attività quotidiane, si può considerare la vitrectomia chirurgica. Si tratta di un intervento in anestesia in cui il chirurgo rimuove parte o tutto il vitreo e lo sostituisce con una soluzione che simula la sua funzione. La vitrectomia è efficace ma comporta rischi importanti: accelerazione della formazione di cataratta, possibile lacerazione retinica, distacco di retina, edema maculare, formazione di membrane cicatriziali sulla macula e, in rari casi, perdita della vista. Per questo motivo è riservata ai casi in cui il beneficio atteso giustifica i rischi.
Rossi Lina