Anisometropia, quando gli occhi vedono diversamente

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Anisometropia, quando gli occhi vedono diversamente

anisometropia

Un occhio vede perfettamente, l’altro ha qualche diottria in meno: alcuni genitori si sentono dire così dall’oculista pediatrico, dopo aver portato il bambino alla prima visita per questo importante, spesso per un controllo di routine. Si tratta di anisometropia: è una condizione in cui gli occhi non vedono nello stesso modo, ma un occhio vede bene o abbastanza bene e l’altro meno. Non sempre è facile accorgersi di questo problema, soprattutto quando un occhio vede perfettamente e il difetto coinvolge l’altro, anisometropia monolaterale. Infatti, il bambino soprattutto, se è piccolo non dà importanza al lieve fastidio che avverte e anzi compensa con la buona visione controlaterale. Per questo, anche se il bambino non accusa disturbi, è importante sottoporlo a visite specialistiche di controllo.

Le cause dell’anisometropia

L’anisometropia si può presentare per ragioni genetiche, oppure può essere legata a un problema di ambliopia. Questa definizione deriva dal termine greco amblyos: debole, pigro. Si tratta un disturbo che può colpire uno o entrambi gli occhi e consiste in una diminuzione della capacità visiva. L’ambliopia, è dovuta a un disturbo dell’occhio: difetto di refrazione, strabismo, ma anche a ostacoli meccanici davanti all’occhio, è la principale causa di deficit visivo nell’infanzia e in generale nei giovani al di sotto dei diciotto-venti anni. Studi su larga scala basati su screening a bambini in età prescolare ma anche ai giovani che si presentano al servizio di leva hanno permesso di stimare che il difetto riguardi circa il 2% della popolazione. L’ambliopia è un difetto serio e può portare a una netta diminuzione delle capacità visive.

Come accorgersi dell’anisometropia

Controlli dal pediatra e in seguito, dai cinque anni, dall’oculista quando il bambino è in grado di collaborare sono fondamentali per una diagnosi accurata. È comunque importante fare caso a manifestazioni del disagio visivo del bambino. In alcuni casi, infatti, il piccolo assume atteggiamenti che non vanno sottovalutati, come piegare la testa mente disegna o gioca con piccoli oggetti. A volte può lamentare mal di testa e bruciore agli occhi, dovuti al fatto che sforza eccessivamente uno solo dei due occhi. Controlli eseguiti da personale non medico possono ritardare la diagnosi e quindi compromettere la visione e quindi l’apprendimento in una fase della vita essenziale per lo sviluppo del sistema nervoso. Nel caso si tratti di occhio pigro, è possibile fargli recuperare una normale funzionalità, a patto che venga diagnosticato per tempo.

Come si può intervenire

Uno studio americano pubblicato di recente su Archives of Ophthalmology, evidenzierebbe che in alcuni casi si possono ottenere risultati anche in età lievemente superiore, ma per avere il massimo di opportunità di recupero e bene sottoporre i bimbi a visite mediche oculistiche entro i primi anni d’età. Infatti, è esperienza comune non poter recuperare pienamente una normale acutezza visiva anche in bambini in cui la diagnosi è stata effettuata nei tempi giusti. In questo caso il bendaggio dell’occhio sano allena il cervello a riconoscere le immagini inviati dal nervo ottico dell’occhio più debole. Se invece l’anisometropia è legata semplicemente a una differenza di diottria, è importante che il bambino indossi lenti correttive che, svolgono un ruolo determinante nello sviluppo e nel mantenimento della visione.

Sahalima Giovannini


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