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Quando i bambini lamentano il mal di testa

mal di testa nei bambini
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Il mal di testa è un problema che riguarda un numero sempre maggiore di persone. Secondo gli esperti, ne soffre circa un bambino su dieci già alla scuola primaria. Rispetto al passato c’è indubbiamente stato un aumento dei casi, legato a certe abitudini di vita tipiche di oggi. È importante cercare di intervenire per alleviare il dolore nei più piccoli, perché la cefalea è causa di perdita di giorni di scuola e di calo del rendimento.

Mal di testa: predisposizione genetica

Anche se i casi di mal di testa sono in aumento, alla base c’è sempre una predisposizione genetica innata, che spinge il sistema nervoso a reagire in modo eccessivo agli stimoli esterni. In questi casi il sistema cerebrale è altamente sensibile e i fattori responsabili dell’emicrania o cefalea, colpiscono determinate aree cerebrali, che traducono queste stimolazioni esterne in impulsi nervosi dolorosi. La corteccia cerebrale è particolarmente sensibile nei soggetti predisposti, quindi sono sufficienti anche messaggi esterni minimi per causare uno squilibrio tra i neuromediatori chimici, responsabile della sensazione del dolore. Ritmi quotidiani ripetitivi, impegnativi, abitudini sbagliate generate dallo stress, come posture sbagliate durante lo studio sono una concausa importante.

Abitudini alimentari non corrette e mal di testa

Una delle cause che nei piccoli comporta cefalea sono le abitudini alimentari scorrette. Per prevenire il mal di testa si dovrebbe consumare una colazione abbondante e con calma, un pasto nutriente ma digeribile e una cena leggera: in questo modo si assecondano le esigenze metaboliche dell’organismo, che ha più bisogno di energia nelle ore del mattino e meno in quelle tardo-pomeridiane e serali. Oggi avviene il contrario: la colazione è scarsa, veloce o del tutto assente, il pasto è costituito da un panino. I ragazzini per gli orari scolastici pranzano alle 14 o anche dopo. Al contrario, la cena è spesso abbondante e pesante da digerire. Le lunghe ore senza scorta di nutrienti e soprattutto di glucosio, mettono in crisi i neuroni iper reattivi della persona soggetta a emicrania. Questa situazione si traduce in un attacco, caratterizzato da un tipico dolore che si concentra su un lato della testa associato anche a nausea anche con vomito e fastidio per luci e suoni. Seguire le news della nostra Zia Vittoria  non solo per le indicazioni per una sana alimentazione, ma anche per trovare i menù adatti ai bambini in crescita, tutti i menù sono studiati per avere un pH il più possibile basico

L’idratazione è importante per il benessere psichico

Il tutto è spesso peggiorato da una situazione di ipoidratazione, ossia da un insufficiente apporto di liquidi nelle ore del mattino. Non dobbiamo dimenticare che le cellule nervose sono costituite da oltre l’80% di acqua e se non si beve abbastanza vanno incontro a sofferenza.

Per combattere l’emicrania soprattutto nei giovanissimi è necessario prendere del tempo per una colazione equilibrata, dedicandoci almeno 15 minuti. Inoltre, è necessario avere sempre a disposizione dell’acqua. Uno studio ha dimostrato che l’attenzione dei ragazzi aumenta in classe dopo avere bevuto due bicchieri di semplice acqua.

Orari frenetici et troppi impegni

Le esigenze di vita moderna hanno comportato anche nei bambini uno sfasamento tra gli orari quotidiani e il ritmo circadiano. Ad esempio sappiamo che i livelli elevati di melatonina, l’ormone del riposo, suggerisce di dormire attorno alle 22 e di svegliarsi al levar del sole. L’alternanza di leptina-grelina, i neurotrasmettitori della sazietà e dell’appetito, fissano i momenti del cibo al mattino presto, a metà giornata e poco dopo il tramonto e così via. Oggi non si mangia quando si avverte appetito, ma quando lo impongono le abitudini. I più piccoli vanno a dormire molto tardi rispetto ai ritmi circadiani, quando ormai le condizioni ideali al riposo non sussistono più. Le richieste esterne non sono più supportate dalla risposta neuroendocrina e questo causa stimoli scorretti a corpo e mente. Altro fattore nocivo è il rumore che caratterizza le giornate, compresa la musica a volume eccessivo che spesso i ragazzini ascoltano. È necessario recuperare buone abitudini alimentari e di vita, servirsi se necessario di tappi per le orecchie, dormire a sufficienza e stare all’aperto. Nei bambini, una volta escluse cause neurologiche, come farmaci sono indicati il paracetamolo e l’ibuprofene, anche in formulazione pediatrica.

Sahalima Giovannini

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