

Una speranza in più per le donne che soffrono di depressione post partum, un disturbo dell’umore serio che colpisce circa il 15% nelle partorienti, dalle conseguenze spesso drammatiche: dagli Stati Uniti è arrivato l’ok al primo farmaco studiato appositamente contro questo tipo specifico di depressione.
Il nuovo farmaco contro la depressione post parto si chiama brexanolone, durante i test clinici ha dimostrato di essere in grado di diminuire i sintomi per almeno trenta giorni. Un comunicato dell’FDA, l’Ente regolatorio di farmaci e cibi negli USA, spiega che il prodotto viene somministrato in ospedale mediante un’infusione intravenosa della durata di circa sessanta ore, sempre sotto controllo medico, questo perché l’infusione espone al rischio di perdita di conoscenza. A parere degli esperti la somministrazione in ambiente strettamente monitorato è il rischio minore rispetto alle gravi conseguenze della depressione post-partum seria, ovvero quella forma che può portare a problemi ben più gravi come mettere a rischio la vita di mamma e bambino. Infatti, le donne che ne soffrono possono nutrire pensieri autolesionisti o minacciosi per il bambino. Il farmaco è attualmente in via di approvazione anche da parte dell’EMA, l’agenzia europea per il controllo dei farmaci. Il brexanolone è una forma leggermente modificata di un tranquillante naturale prodotto nel cervello conosciuto come allopregnanolone.
La depressione post partum è un disturbo serio che, se non curato, può durare moltissimi mesi. È causato dalla rapida diminuzione, subito dopo la nascita del bambino, degli ormoni steroidei come il progesterone ma soprattutto l’allopregnanolone. Questa molecola, prodotta naturalmente nel cervello, svolge un ruolo naturale importante come tranquillante endogeno, assicurando il corretto funzionamento di aree del cervello che regolano il tono dell’umore. In altre parole, il brexanolone assicura alla neo mamma la capacità di ripristinare la funzione che viene a mancare per la diminuzione drastica dei livelli endogeni degli steroidi. I vantaggi di questo trattamento sono enormi, anche secondo gli esperti italiani. Gli effetti antidepressivi si fanno sentire dopo poche ore dalla somministrazione e sono duraturi nel tempo, infatti i sintomi non si ripresentano nel 94% delle pazienti trattate. Questo è un grosso passo avanti rispetto ai trattamenti antidepressivi usati fino ad oggi che hanno bassa efficacia, questi farmaci iniziano a funzionare dopo settimane e sono associati a ricadute. Il brexanolone rappresenta uno dei primi farmaci antidepressivi di nuova generazione ad azione rapida con future applicazioni anche per la depressione maggiore. Gli esperti non escludono che possa, in un futuro, essere utilizzato anche per altri disturbi dell’umore come il disordine da stress post-traumatico.
Nell’attesa che continuino le verifiche anche da noi sull’efficacia e la sicurezza di questo farmaco, è bene ricordare dunque che la depressione post-partum non può e non deve essere curata con il semplice incoraggiamento alla neo mamma del tipo: dovresti essere felice per il tuo bambino. Si tratta infatti di un serissimo disturbo dell’umore, legato ad un’alterazione biochimica del cervello, alla quale si possono aggiungere condizioni psico-fisiche e sociali a peggiorare il tutto, come l’essere sole, l’essere mamme giovanissime o attempate, avere problemi economici e altro ancora. È quindi giusto superare lo stigma che l’essere depresse sia una colpa o peggio ancora una forma di crudeltà. La notizia che questo disturbo si curi con un farmaco specifico contribuirà a creare una coscienza sul fatto che si tratta proprio di una seria malattia. Il momento più importate è però come di consueto la prevenzione, abbiamo a disposizione un test semplice e sicuro – Test di Edinburgh – che predice già in gravidanza se la futura mamma potrebbe incorrere nella depressione, è bene stimolare tutte le donne in gravidanza a effettuarlo, sono sufficienti pochi minuti per conoscerne il rischio e iniziarne a parlare con il medico di fiducia o chiedendo al nostro centro di ascolto proprio a questo dedicato.- Il medico Risponde.
Giorgia Andretti