Depressione post-partum il COVID-19 è un fattore rischio

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Depressione post-partum il COVID-19 è un fattore rischio

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La depressione post-partum è una condizione che può influenzare negativamente i pensieri, le emozioni e il funzionamento psichico delle madri. Circa il 13% delle donne, a distanza di otto-dieci settimane dal parto, sviluppa una forma depressiva, che influisce sulla salute mentale dei loro partner e, soprattutto, dei figli. Loro, i più piccoli, dovranno crescere affiancati da un volto triste e carente di empatia emotiva è questo, infatti, ciò che la depressione post-partum offre a chi sta accanto ad una mamma depressa.

L’isolamento sociale imposto dal Coronavirus è fattore amplificante

Adattarsi alla genitorialità dopo il parto, soprattutto se è il primo figlio, è una sfida in circostanze normali, figuriamoci nel bel mezzo di una pandemia globale. Oggi le partorienti devono affrontare le preoccupazioni, iniziate già in fase di travaglio, senza il sostegno del proprio compagno e, soprattutto con mascherina e guanti, possono far aumentare il rischio di una depressione. Il tutto, unito alla difficoltà di reperire i supporti sociali, per un recupero psico-fisico al rientro a casa, rende tutto più complicato. Considerato le restrizioni che il COVID-19 impone, ci sono diverse opportunità di cui una neo-mamma a rischio depressione post-partum può adottare per ottimizzare la propria salute. La prima cosa fa fare tra tutte è verificare il reale rischio di sviluppare la depressione attraverso il Test di Edinburgh. Si tratta di un semplice test,  consiste nel rispondere a dieci domande, in grado di rivelare in pochi minuti l’eventuale  rischio. Se il punteggio ottenuto raggiunge  un valore soglia, il test dirà cosa è bene fare, ovvero se è opportuno un controllo più accurato. I nostri specialisti sono a disposizione gratuitamente inviando una semplice email a  newslette@guidagenitori.it con oggetto: depressione post-partum, i nostri esperti daranno il  supporto necessario.

Depressione post-partum un mix di rischi intersecati tra loro

La depressione post-partum è il risultato di un’interazione dinamica tra fattori biologici – attraverso la rimodulazione ormonale che sostiene la gravidanza e l’immediato post-parto, psicologi – con la presenza di un neonato da accudire le priorità cambiano e sociali nel contesto delle famiglie di origine, il tutto amplificato dalla pandemia COVID-19. Sono molte le donne in questi giorni alle ultime settimane di gestazione e il timore su come riusciranno a gestire il rientro a casa con un neonato e altri bambini, se non è il primo figlio, farà la sua parte. Ovviamente le raccomandazioni sulla distanza di sicurezza sono ancor più importanti nella delicata fase del rientro a casa con il neonato sapendo che non ci saranno mamme, cugine o amiche a dare una mano. Inoltre, vivere a stretto contatto con bambini e partner, può aumentare i conflitti interferendo così con l’adattamento alla vita del neonato. Nonostante tutte le difficoltà, è possibile ridurre l’impatto con il COVID-19 sulla loro salute mentale attraverso la consultazione telefonica con professionisti a questo abilitati. Sono molti, oggi i medici e altri terapisti della CBT disponibili ad effettuare dei video consulti a pagamento attraverso piattaforme di videoconferenze.  

Oggi più che mai è importante dare priorità alla cura di sé

È importante la consapevolezza di quanto sia importante mettere sé stessi in primo piano. Una routine regolare, per quanto possibile, con un’attenzione particolare alla cura di sé deve seguire i principi del NESTS – Nutrizione, Esercizio, Sonno, Tempo per sé stessi e Supporto: questa è la chiave del benessere. L’importanza di un apporto nutrizionale adeguato, ovvero tre pasti al giorno e snack di frutta e verdure completato da almeno cinque o sei bicchieri di acqua al giorno. L’esercizio fisico richiede un suo spazio, ma sono sufficienti esercizi di stretching dolce e passeggiate da una stanza all’altra mentre si culla il neonato. Anche un buon sonno è vitale. Fare un sonnellino quando il bambino dorme è importante, ma soprattutto è essenziale dividere la notte 50/50 con il partner nella gestione del piccolo. Può essere utile evitare la caffeina di sera. Gli studi dimostrano che le madri trascorrono fino a 164,5 ore a settimana fornendo assistenza diretta e indiretta ai bambini. I partner devono esserne consapevoli. Considerato l’elevato numero di ore impiegate ad accudire un neonato, per una buona salute mentale è bene fare delle piccole pause rilassanti. Tecniche di rilassamento come la respirazione aiuta a gestire lo stress e il rilassamento muscolare progressivo possono aiutare le madri che soffrono di ansia o si sentono sopraffatte.

Dott. Rosalba Trabalzini

Responsabile scientifico Guidagenitori.it

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