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Conosciamo il THC, il principio attivo della cannabis

thc
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Il motivo per cui la maggior parte delle persone usa fumare le sostanze illegali è provare il senso dello sballo che ne deriva. Il componente responsabile della reazione psichica è il Delta-9-tetraidrocannabinolo, meglio conosciuto come THC. Vediamo allora cosa accade al corpo mentre si fuma il classico spinello.

Il THC dai polmoni passa nel sangue

Il THC una volta aspirato con il fumo, scende nei polmoni e da qui passa al flusso sanguigno per arrivare ai recettori specifici allocati in alcune parti specifiche del cervello, attivando così il senso di piacere. L’effetto dell’esaltazione del piacere può durare fino a ventiquattro ore dopo aver fumato. La sensazione di benessere provata, per assurdo, contrasta con la concentrazione, in questo arco di tempo è difficile essere concentrati e quindi memorizzare e apprendere. L’uso del fumo prolungato nel tempo, specialmente se iniziato in adolescenza, può avere effetti più duraturi fino a diventare permanenti. Le radio-immagini del cervello, studiate per vedere gli effetti del THC, mostrano una diminuzione delle connessioni neuronali nelle aree in cui risiede l’area della vigilanza, dell’apprendimento e della memoria. I test intellettivi mostrano anche una caduta del punteggio Q.I. in alcune persone.

Ripercussioni sulla salute mentale

L’ideazione paranoide, con idee di riferimento o auto-riferimento non sempre aderenti alla realtà,  è piuttosto comune tra i consumatori di marijuana. Allo stesso modo, l’ansia e la depressione si fanno strada più velocemente, anche se i ricercatori ancora non hanno ben compreso il meccanismo di queste derivazioni. Quello che sembra accertato è invece il peggioramento della sintomatologia del disturbo mentale più grave, il riferimento è verso la patologia psicotica fino al disturbo schizofrenico. Altra area cerebrale interessata dal THC è l’omeostasi del senso della fame: coloro che fumano regolarmente riferiscono di essere più affamati, il risultato potrebbe quindi risentirne con aumento ponderale, oppure l’inverso, con crisi di anoressia e perdita di peso.

Ripercussioni sul fisico in generale

Il fumo può stimolare infiammazioni in vari organi: a livello polmonare può dare gli stessi problemi respiratori come per il fumo da sigaretta, quindi tosse cronica con produzione di catarro. A livello cardiaco la frequenza, di norma tra sessanta e settantasei battiti al minuto può aumentare da venti a cinquanta battiti o ancora di più fino a tre ore dopo aver fumato. I ricercatori pensano che il THC insieme ad altre sostanze chimiche inalate possano far aumentare la possibilità di ictus o infarto. Ovviamente il rischio è maggiore nei grandi fumatori. A livello dello stomaco, l’uso prolungato del fumo nel tempo può causare vomito, mentre a livello oculare, sembra che il THC possa abbassare la pressione oculare, il sintomo principale del glaucoma.  L’effetto riduttivo della pressione dura solo tre o quattro ore mentre il fumo eccessivo potrebbe a lungo andare ridurre l’afflusso di sangue agli occhi peggiorando il glaucoma.

Effetti benefici solo dal THC rimodulato

La versione in pillole di THC chiamata dronabinol sembra essere di aiuto ad alleviare il dolore legandosi a parti delle cellule cerebrali chiamate recettori dei cannabinoidi. Alcuni studi suggeriscono che l’olio di dronabinol potrebbe alleviare il dolore da artrite, neuropatia e spasmi muscolari. La versione nasale definita nabiximols sembra sia di grande aiuto nella Sclerosi Multipla: migliora il sonno, gli spasmi muscolari e il doloro neuropatico. La FDA sta lavorando per far approvare il farmaco ad uso della Sclerosi Multipla. Altro utilizzo benefico del THC rimodulato è su alcune forme di epilessia, le forme conosciute come sindrome di Lennox-Gastaut e sindrome di Dravet si giovano della sostanza con riduzioni giornaliere di crisi epilettiche.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta, laureata in psicologia clinica

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