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Autismo, il lockdown ha aumentato le difficoltà

autismo

Ormai è passato più di un anno da quando abbiamo iniziato a sperimentare il lockdown più o meno totale, la socialità è l’elemento che ne ha e continua a risentirne a pieno titolo. Ad essere i più danneggiati dalle conseguenze della pandemia e dall’obbligo del lockdown sono proprio loro, i piccoli autistici.  Proprio così: coloro che, apparentemente, sono chiusi in loro stessi, hanno subito i maggiori danni dall’interruzione dei rapporti, così essenziali per loro, con gli altri.

L’importanza della routine per i piccoli autistici

Secondo l’Associazione Italiana Logopedisti, la maggiore difficoltà per questi bambini è dovuta alla rottura della routine: isolamento domiciliare, impossibilità di vedere le espressioni del viso dell’interlocutore e assenza di fisicità, hanno peggiorato la vita di chi soffre di autismo, ben ottantamila oltre a coloro che hanno avuto una diagnosi di disturbo dello spettro autistico. Questi ragazzi si sono trovati catapultati in un mondo in cui sono le modalità di interazione con gli altri sono state stravolte. Basti pensare alla mancanza di contatto fisico o alla necessità di interagire con le mascherine, privando il paziente di un importante canale comunicativo come quello della lettura delle espressioni. Inoltre, la chiusura di scuole, spazi resi inaccessibili, le interruzioni delle terapie e degli sport, i lunghi periodi di isolamento a casa, hanno provocato diversi casi di regressione.

Le difficoltà per i più piccoli

Gli esperti raccontano che ci sono difficoltà anche dal punto di vista della nutrizione, perché i disturbi legati all’autismo spesso si accompagnano a selettività alimentare, ovvero al rifiuto di alcune varietà dei cibi, per via della loro consistenza, gusto, odore, colore, forma. Nei periodi di confinamento domestico molti bambini sono tornati a consumare un numero minore di cibi, perdendo competenze faticosamente conquistate. In questo contesto, il logopedista ha svolto un ruolo importante nel sostenere le famiglie.  Sempre il logopedista ha dovuto adattare il proprio intervento alle restrizioni dovute alla pandemia, attivando forme di tele-riabilitazione in equipe multidisciplinare.

Il supporto online è vincente

L’utilità del supporto online da parte degli esperti è confermata anche da uno studio del Gruppo Autismo – Policlinico Tor Vergata, pubblicato sulla rivista internazionale Children: la terapia a distanza online è di grande aiuto in questo periodo di restrizioni, per i ragazzi ma anche per i genitori spesso a casa in smart working. Gli esperti hanno studiato gli effetti delle misure di contenimento in un campione italiano di ottantacinque bambini con autismo con età media di sette anni. L’obiettivo dello studio è stato quello di valutare se, dopo le settimane di reclusione per la pandemia, i genitori notavano una modifica sul piano comportamentale, sintomatologico ed adattivo. Non sono stati notati significativi peggioramenti sul piano adattivo e comportamentale nel campione osservato, anzi nel gruppo dei bambini prescolari veniva riscontrato un miglioramento delle capacità adattive subito dopo il lockdown primaverile. Tale situazione era più evidente tra i bambini che avevano seguito l’intervento comportamentale in modalità telematica con i genitori che avevano avuto supporto terapeutico online. Altra variabile legata al miglioramento era la presenza di uno dei due genitori in smart working a casa. i risultati sono incoraggianti, ma le criticità maggiori restano nel periodo della fase adolescenziale e giovanile, purtroppo non oggetto di questo studio.

Giorgia Andretti

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