Pillola dei cinque giorni dopo, solo 2 consultori su dieci la offrono

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Pillola dei cinque giorni dopo, solo 2 consultori su dieci la offrono

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Quando è stata approvata e commercializzata nel nostro paese, poco più di un anno fa, era stata accolta come una piccola rivoluzione nel campo della contraccezione. Stiamo parlando della pillola dei cinque giorni dopo, un farmaco che riesce a impedire la fecondazione fino a circa 96 ore dopo il rapporto sessuale a rischio. A parere di molti è considerata alla stregua di un farmaco abortivo, secondo altri una possibilità di contraccezione in più con il solo obiettivo di evitare una interruzione volontaria di gravidanza.

Poca disponibilità nei consultori italiani
La pillola dei cinque giorni dopo ha quindi avuto sostenitori e detrattori, ma comunque sia, la sua diffusione nel nostro paese è ancora limitata. Secondo una ricerca condotta da Datanalysis in 200 consultori e 100 pronto soccorso-DEA presenti su tutto il territorio nazionale, in quasi quattro consultori su cinque, non vengono offerti alle utenti gli stick per i test di gravidanza. Il test, ovviamente negativo, è necessario per ottenere la prescrizione della pillola d’emergenza, se la gravidanza è in corso, infatti, il farmaco non può essere assunto. La situazione è più seria al sud, dove poco più di un consultorio su 10 dispone dei reattivi. Il quadro diventa ancora più critico nei pronto soccorso: nell’81% dei casi gli stick non sono in dotazione, quindi solo nell’11% degli ospedali si riesce ad ottenere la prova di gravidanza. Secondo gli esperti che hanno commentato i risultati della ricerca, il test obbligatorio e la sua non disponibilità negli istituti pubblici ostacolano di fatto la possibilità di accesso a un farmaco efficace se assunto nelle prime 24 ore dal rapporto sessuale, riducendo di due terzi il rischio di una gravidanza indesiderata. L’Italia è, tra le 61 nazioni in cui è stata autorizzata, l’unica in cui è obbligatorio effettuare un test di gravidanza davanti al medico responsabile il cui esito deve essere negativo. Inoltre, a causa della presenza di medici obiettori, 5 consultori su 10 e 6 pronto soccorso su 10 non prescrivono la contraccezione d’emergenza. Eppure, l’esecuzione obbligatoria di un test di gravidanza non è inserita tra le caratteristiche di prodotto né dall’Agenzia del Farmaco Europea né dalla FDA americana.

Che cos’è la pillola dei cinque giorni dopo
La pillola dei cinque giorni dopo è a base di ulipristal acetato, un inibitore selettivo dei recettori per il progesterone, il quale blocca l’ovulazione interferendo con il meccanismo dell’ovulazione, impedendo di fatto l’incontro tra spermatozoi e ovulo. L’efficacia contraccettiva dopo 12 ore è del 95 per cento, mantenendosi efficace dopo cinque giorni, anche se a livelli inferiori che nelle prime 24 ore dopo il rapporto a rischio. Per questo è opportuno comunque non attendere troppo e assumere l’ulipristal prima possibile, senza lasciare passare i cinque giorni, ovviamente se la gravidanza non è desiderata. Con il passare delle ore la capacità di inibire l’ovulazione scema aumentando di fatto il rischio di una gravidanza indesiderata. La pillola con ulipristal non è un farmaco da usare regolarmente dopo ogni rapporto sessuale a rischio. Può invece essere utile nel caso in cui si rompa il preservativo, oppure quando per diverse ragioni, si abbia in un rapporto sessuale non previsto. In questa ottica, l’obiettivo della pillola dei cinque giorni dopo è prevenire le interruzioni di gravidanza. Per questo motivo l’accesso dovrebbe essere più semplice per tutte le donne.

Sahalima Giovannini

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