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Pelle e dermatite atopica, esserne coscienti è necessario

dermatite atopica
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Sono sempre più numerose le persone, e soprattutto i bambini, a soffrire di dermatite atopica, una malattia della pelle multifattoriale e fastidiosa. Gli specialisti sostengono che i costi a carico del sistema sanitario variano da 4 ai 20mila euro annui per ogni paziente, arrivando a 6.268 euro nei casi più complessi. Sono i dati di un recente studio del Ceis dell’Università Tor Vergata di Roma, diffusi nel corso del webinar – Dermatite Atopica: tra impatto economico e qualità della vita.

Perché è necessario essere consapevoli della malattia

La dermatite atopica colpisce circa il 2-5% della popolazione italiana adulta e fino al 20% dei bambini, con pesanti ricadute sul benessere emotivo e sociale. Si tratta di una malattia infiammatoria cronica della pelle e si manifesta con arrossamenti e prurito, spesso intenso e a volte incontrollabile. Nei casi più gravi, l’infiammazione e il prurito possono avere un impatto dirompente sulla qualità di vita. Esiste un evidente bisogno clinico ancora insoddisfatto per i pazienti con tale patologia ma scienza e ricerca negli ultimi anni hanno fatto grandi progressi consentendo di sviluppare soluzioni terapeutiche più mirate e selettive. Gli esperti auspicano una medicina illuminata, così da guidare il paziente per mano lungo tutto il percorso, non limitandosi alla somministrazione della terapia, ma adottando una serie di accorgimenti alfine di fare davvero la differenza sulla qualità della vita. Per fortuna da qualche mese è stato approvato upadacitinib, un farmaco biologico per il trattamento di adulti e adolescenti a partire dai 12 anni di età con dermatite atopica da moderata a severa. Il medicinale, deve essere assunto per bocca, agisce in fretta sia sul prurito sia sulle lesioni cutanee, dando sollievo in breve tempo.

Approfittiamo dell’estate per esporre la pelle all’aria

È anche importante essere consapevoli del fatto che uno stile di vita come quello che si segue in estate comporta un notevole miglioramento della patologia. Anche in questo caso i meriti vanno a diversi aspetti dello stile di vita estivo. Il corpo si libera dei vestiti pesanti e quindi dei tessuti che non di rado causano prurito e irritazione alla pelle. Il sole e il bagni di mare esercitano una benefica azione sinergica, antinfiammatoria e riducono arrossamento e prurito. Anche il fatto di essere in vacanza, quando gli impegni scolastici e lavorativi si riducono, migliora la patologia perché vengono meno i fattori stressanti responsabili dell’infiammazione. È quindi importante curare la pelle lavandola con detergenti poco aggressivi, applicando i prodotti idratanti e le terapie prescritte dal medico, facendo in modo che i bambini vivano l’estate in serenità all’aria aperta.

Giorgia Andretti

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