

Per molto tempo gli angiomi e le macchie vascolari presenti alla nascita sono stati circondati da false credenze. In molte culture si pensava fossero la conseguenza di desideri non soddisfatti della madre durante la gravidanza, di emozioni intense o di comportamenti ritenuti sbagliati. Da qui derivano termini popolari ancora diffusi come voglie. La medicina moderna ha chiarito in modo netto che queste convinzioni non hanno alcun fondamento scientifico.
Si tratta invece di condizioni biologiche legate allo sviluppo dei vasi sanguigni e linfatici durante la vita embrionale o nei primi mesi dopo la nascita. Nella maggior parte dei casi non vi è nulla che i genitori avrebbero potuto fare per evitarle. Anche il linguaggio è cambiato. In passato il termine angioma veniva usato per indicare lesioni molto diverse tra loro, creando confusione diagnostica e terapeutica. Oggi la classificazione internazionale distingue due grandi gruppi: i tumori vascolari e le malformazioni vascolari.
Di solito l’emangioma non è evidente alla nascita oppure compare nelle prime settimane di vita. Cresce rapidamente nei primi mesi e poi, nella maggior parte dei casi, tende a regredire spontaneamente nel tempo. Molti emangiomi richiedono solo osservazione clinica. Alcuni, però, necessitano trattamento se sono molto voluminosi, ulcerati, dolorosi o localizzati in sedi delicate come occhi, naso, labbra o vie aeree. Oggi il trattamento di riferimento nei casi indicati è spesso farmacologico, con beta-bloccanti prescritti e monitorati dallo specialista.
Questa tipologia di anomalia strutturale è già presente alla nascita, anche se talvolta possono diventare più evidenti con la crescita. Possono coinvolgere capillari, vene, arterie o vasi linfatici e non seguono l’andamento tipico dell’emangioma infantile. Tra le forme più note vi è la malformazione capillare, spesso chiamata angioma piano o macchia di vino porto. Si presenta come una chiazza rosa, rossa o violacea, di dimensioni variabili, che può localizzarsi in qualsiasi area del corpo, frequentemente sul volto. A differenza di alcune macchie neonatali transitorie, la malformazione capillare tende a persistere nel tempo e può scurirsi o ispessirsi con gli anni. Per questo è utile una valutazione precoce in centri esperti di dermatologia pediatrica o patologie vascolari, soprattutto quando interessa il volto o aree particolari.
I laser più utilizzati emettono lunghezze d’onda selettivamente assorbite dall’emoglobina presente nei vasi superficiali. In questo modo colpiscono il vaso anomalo riducendo al minimo il danno ai tessuti circostanti. Le tecnologie attuali sono più precise, sicure e tollerabili rispetto al passato. Molti dispositivi dispongono di sistemi di raffreddamento cutaneo che proteggono la pelle e riducono il fastidio durante la seduta. Il numero dei trattamenti varia in base all’età del bambino, al tipo di lesione, alla sede e alla risposta individuale. In alcuni casi iniziare precocemente consente risultati migliori. È importante sottolineare che non tutte le macchie rosse della nascita sono angiomi e non tutte richiedono terapia. Alcune sono transitorie e benignissime, altre vanno semplicemente monitorate. La diagnosi corretta è quindi il primo passo.
Il messaggio per i genitori oggi è chiaro: niente sensi di colpa, niente superstizioni. Di fronte a una macchia vascolare o a una lesione presente nel neonato, la strada giusta è una valutazione specialistica. Grazie ai progressi della dermatologia pediatrica e dei laser vascolari, molte condizioni possono essere gestite con efficacia e con risultati nettamente superiori rispetto al passato.
Prof. Carlo Gelmetti