Crema solare: sceglierla giusta per proteggere la pelle dei bambini

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Crema solare: sceglierla giusta per proteggere la pelle dei bambini

importanza delle creme solari
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L’estate invita a trascorrere più tempo all’aria aperta e il sole rappresenta un alleato prezioso per il nostro organismo. Favorisce infatti la produzione della vitamina D, indispensabile per la salute delle ossa e del sistema immunitario, migliora il tono dell’umore e permette ai bambini di svolgere attività all’aperto. Tuttavia, soprattutto negli ultimi anni, le ondate di calore e l’aumento dell’intensità della radiazione ultravioletta impongono una maggiore attenzione. La pelle dei bambini è molto più delicata di quella degli adulti. Le scottature nei primi anni di vita aumentano il rischio di sviluppare, nel corso degli anni, tumori cutanei, compreso il melanoma. Per questo motivo la crema solare rappresenta uno strumento di prevenzione fondamentale, ma solo se viene scelta e utilizzata correttamente.

SPF 50 non significa protezione totale

Uno degli errori più frequenti è pensare che una protezione SPF 50 blocchi completamente i raggi del sole. In realtà nessuna crema è in grado di schermare il 100% delle radiazioni ultraviolette. Il valore SPF – Sun Protection Factor – indica esclusivamente la protezione nei confronti dei raggi UVB, responsabili delle scottature. Una crema SPF 30 lascia passare circa il 3% delle radiazioni UVB, mentre una SPF 50 ne lascia passare circa il 2%. La differenza esiste, ma entrambe devono essere considerate protezioni elevate e devono essere riapplicate frequentemente. Nei bambini, soprattutto nei primi anni di vita, dermatologi e pediatri consigliano generalmente prodotti con SPF 50 o 50+, soprattutto durante le prime esposizioni e nelle giornate di forte irraggiamento.

UVA e UVB: la doppia protezione è indispensabile

Quando si acquista una crema solare non bisogna guardare soltanto il numero dell’SPF. È fondamentale verificare che sulla confezione sia presente anche il simbolo UVA racchiuso in un cerchio. I raggi UVB provocano l’arrossamento e le scottature, mentre gli UVA penetrano più in profondità nella pelle, favoriscono l’invecchiamento cutaneo e contribuiscono all’insorgenza dei tumori della pelle. Sono presenti durante tutto l’anno e attraversano anche le nuvole e i vetri. Una buona crema deve quindi offrire una protezione ad ampio spettro, cioè efficace sia contro gli UVB sia contro gli UVA. La migliore crema perde gran parte della sua efficacia se viene applicata in quantità insufficiente. Gli studi dimostrano che la maggior parte delle persone utilizza meno della metà della dose necessaria. La protezione va applicata circa 20-30 minuti prima dell’esposizione al sole e rinnovata ogni due ore, oltre che dopo ogni bagno, anche quando il prodotto è resistente all’acqua. Particolare attenzione deve essere riservata alle zone spesso dimenticate: orecchie, collo, dorso dei piedi, naso e labbra, utilizzando per queste ultime stick con filtro solare.

La crema da sola non basta

Nessun prodotto permette di trascorrere l’intera giornata sotto il sole in sicurezza. La crema rappresenta soltanto uno degli strumenti di protezione. I bambini, in particolare quelli sotto i sei mesi, non dovrebbero essere esposti direttamente ai raggi solari. Per i più grandi restano valide alcune semplici regole: evitare il sole tra le 11 e le 17, cercare l’ombra nelle ore più calde, indossare cappellino a tesa larga, occhiali da sole certificati con filtro UV e magliette leggere, preferibilmente con tessuti dotati di protezione solare quando si trascorrono molte ore in spiaggia. Anche sotto l’ombrellone è necessario utilizzare la crema, perché sabbia, acqua e superfici chiare riflettono una parte importante dei raggi ultravioletti.

Attenzione alla scadenza

Molti riutilizzano ogni estate il flacone avanzato dall’anno precedente. Se la confezione è stata aperta da molti mesi, esposta al sole o conservata in automobile, i filtri possono perdere parte della loro efficacia. Prima dell’estate è buona norma controllare la data di scadenza e il simbolo PAO – Period After Opening – che indica per quanti mesi il prodotto mantiene le proprie caratteristiche dopo l’apertura. Se consistenza, colore o odore risultano alterati è preferibile sostituire la crema. La migliore strategia resta comunque quella di educare i bambini a vivere il sole con equilibrio. Un’abbronzatura graduale è più sana, più duratura e soprattutto protegge la pelle da danni che possono manifestarsi anche molti anni dopo. La crema solare non serve a prendere più sole, ma a godere dei benefici dell’estate in sicurezza, fin dall’infanzia.

Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile scientifico Guidagenitori.it

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