Con la scuola tornano anche i pidocchi, complice è lo stretto contatto al chiuso

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Con la scuola tornano anche i pidocchi, complice è lo stretto contatto al chiuso

Si “prendono” nei luoghi di vacanza e si trasmettono a scuola: stiamo parlando dei pidocchi, i più fastidiosi parassiti dell’uomo, i più diffusi e difficili da debellare. Secondo la Società Italiana di Infettivologia Pediatrica – SItIP, è proprio adesso, con la ripresa delle scuole e il calo delle temperature, il momento propizio per la diffusione dei pidocchi tra i nostri bambini, soprattutto nelle fasce di età comprese tra i 3 e gli 11 anni. Gli esperti sono concordi nel dichiarare di come i parassiti entrano in contatto con le testoline dei ragazzini nel periodo estivo, grazie all’affollamento dei luoghi di villeggiatura dove, tra spiagge e piscine, transitano moltissime persone. Una volta rientrati in città, con la ripresa della scuola, i parassiti hanno occasione di diffondersi facilmente tra le teste dei bambini a stretto contatto nelle aule scolastiche. Il rimedio consiste, ancora oggi, in una accurata ispezione di cute e capelli e nel lavaggio con prodotti specifici.

Pidocchi, piccoli e terribili
I pidocchi sono piccoli parassiti che vivono nutrendosi del sangue dell’uomo. Il “pediculus humanus”, colpisce il cuoio capelluto è lungo fino a 4 millimetri, di colore grigio-biancastro. Molto diffuso, si attacca alla base del capello, punge la cute e deposita un liquido provocando un fastidioso prurito. Le femmine depongono le uova, chiamate lendini anche in numero di 300 schiudendosi in genere dopo una settimana. Le lendini vengono facilmente confuse con la forfora, per via del colore chiaro e delle dimensioni molto ridotte, ma a differenza di questa non cadono con un semplice colpo di spazzola, perché restano strettamente incollate ai capelli grazie a una sostanza secreta dalle ghiandole dell’apparato riproduttore. I pidocchi, però, sopravvivono anche fuori dal corpo umano per 2 o 3 giorni. Le lendini possono persino rimanere vitali per 10 giorni circa prima di schiudersi, facilitando, di conseguenza, la trasmissione ad altri individui. Le punture dei pidocchi provocano irritazione della cute, prurito e la comparsa di piccole pustole infette che si formano proprio perché la persona colpita tende a grattarsi. Di solito l’infestazione riguarda la nuca, solo raramente interessa anche la fronte. Esiste una predisposizione ad essere colpiti dai pidocchi dovuta all’odore personale. Anche la lunghezza dei capelli può essere coinvolta: i pidocchi trovano più confortevole il tepore della nuca delle bambine con i capelli lunghi.

La vicinanza favorisce la diffusione
I pidocchi si diffondono facilmente negli ambienti sovraffollati, dove molte persone convivono in poco spazio e spesso si servono degli stessi oggetti. Contrariamente a quello che si pensa, i pidocchi non saltano da una testa all’altra, ma si diffondono dall’uso in comune di oggetti personale come spazzole, mollette, pettini, cuscini. Appena ci si rende conto di essere stati contagiati è necessario adottare una serie di accorgimenti per evitare che l’infestazione si propaghi. Prima di tutto è bene tenere a casa il bambino fino al termine della disinfestazione per evitare che trasmetta i parassiti ai compagni. Nel caso del pidocchio che colpisce il cuoio capelluto, l’ideale sarebbe tagliare i capelli, più che altro per eliminare con sicurezza le lendini. Non sempre però è un sacrificio al quale si è disposti sottoporsi, soprattutto nel caso delle bambine. È allora essenziale cercare di eliminare le uova con una apposita pettinella igienica, a denti sottilissimi, esaminando sotto una fonte di luce intensa i capelli, ciocca per ciocca, anche con una lente di ingrandimento.

I trattamenti per eliminarli

Per eliminare gli esemplari già nati è possibile utilizzare shampoo, lozioni o polveri specifiche, disponibili in commercio. Di solito è sufficiente sottoporsi a un solo trattamento per eliminare tutti i parassiti, ma è opportuno ripetere una seconda applicazione dopo 7 giorni circa, per eliminare radicalmente anche i pidocchi nati dalle uova rimaste. Il primo trattamento infatti elimina i parassiti già adulti, ma non fa altrettanto con le lendini: alcune muoiono, altre rimangono vitali e a distanza di una settimana si schiudono dando vita a una nuova colonia di pidocchi. Per staccare le lendini è anche possibile applicare sulla zona infestata un impacco caldo di acqua e aceto in parti uguali da lasciare agire per qualche minuto, passando poi tra i capelli un pettine a denti molto fitti. Un buon rimedio è anche applicare abbondante balsamo, lasciare in posa per 10 minuti e poi con pettinare con cura e ripassare più volte i capelli avendo cura di far cadere il tutto su di un lavabo. Gli animaletti perdono la loro adesione al capello cadendo copiosi nel lavandino. È anche importante lavare pettini e spazzole in acqua calda per 10 minuti. Le lenzuola ed effetti personali come peluches o bambole possono trattenere pidocchi vivi, così come la biancheria intima, il tutto deve essere lavato ad almeno 60°. Se i capi sono troppo delicati per tale temperatura, è possibile chiuderli in un sacchetto con un prodotto in polvere specifico per almeno mezz’ora e lavarli poi a temperature inferiori.

Sahalima Giovannini

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