

Non solo alcol e stupefacenti ma anche psicofarmaci, i nostri adolescenti hanno aggiunto altre sostanze per arrivare allo sballo: ansiolitici, antidepressivi e altri farmaci psichiatrici che i giovanissimi riescono a procurarsi in casa oppure ad acquistare senza ricetta medica. La preoccupante relazione tra ragazzini e psicofarmaci è oggetto dell’attenzione della Società italiana di neuro-psico-farmacologia, oltre che di altre realtà scientifiche come l’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche – CNR.
Uno studio realizzato proprio del CNR ha registrato un aumento tra il 15 e il 20% dell’utilizzo degli psicofarmaci in modo improprio negli ultimi anni, soprattutto perché reperire questi medicinali è facile. Questi farmaci sono spesso disponibili in casa – 42%, si trovano facilmente su Internet -28%, o si recuperano per strada – 22%, sfuggendo così al controllo di adulti e medici. Anche a causa della pandemia da Covid si è registrato un aumento del consumo di tutte le tipologie di psicofarmaci. Questi farmaci, secondo i dati emersi, aiutano a migliorare i risultati scolastici, aumentano l’autostima, aiutano a seguire le diete per perdere peso e fanno sentire più sereni. Le ragazze sono i soggetti più a rischio di abuso e non sono pochi i giovanissimi che li assumono per sballare, creando pericolosi mix con alcolici e cannabis.
Spesso la famiglia non si accorge delle pratiche di abuso attivate dai figli e, purtroppo, anche i medici del pronto soccorso, dove non pochi ragazzini arrivano in preda agli effetti collaterali da abuso, spesso non riescono a capire come risolvere la situazione, dopo aver affrontato il problema contingente. In generale, tutti gli adulti, compresi gli insegnanti, da sempre faticano a rapportarsi con gli adolescenti perché da sempre le due generazioni sono in contrasto tra di loro. Sarebbe opportuno l’intervento di una figura carismatica, come potrebbe essere un allenatore sportivo, oppure un idolo della musica o dello sport, a rappresentare un modello positivo che sappia porsi fortemente in contrasto con questi comportamenti. Le famiglie d’altra parte devono cercare di capire se il figlio sta vivendo un momento di difficoltà, quindi non sottovalutare segnali come sbalzi di umore repentini, cambiamenti nella forma fisica e nel crollo del rendimento scolastico troppo rapidi, umore altalenante e così via.
Giorgia Andretti
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