Per l’OMS i nostri adolescenti hanno cattive abitudini

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Per l’OMS i nostri adolescenti hanno cattive abitudini

Per l’Organizzazione Mondiale della sanità, gli adolescenti italiani hanno pochi interessi, hanno una scarsa socializzazione vis-a-vis e si nutrono in modo sbagliato, la colpa è dello smartphone

Le notizie sul fronte della salute psico-fisica degli adolescenti italiani sono davvero poco rassicuranti. Un report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità individua molti punti critici. Lo scorso maggio, l’Ufficio Regionale Europeo dell’OMS ha pubblicato–  Spotlight on Adolescent Health and well-being – una relazione molto precisa su salute, relazioni sociali e benessere psicologico di oltre duecentomila adolescenti in quarantacinque Paesi del mondo. È emerso che i ragazzi italiani sono quelli che consumano minor quantità di frutta e verdura e accusano la maggiore quantità di disturbi psicofisici.  Proviamo a verificare come poter modificare questo trend.

Comprendere la cultura del cibo

Secondo gli esperti, le cattive abitudini alimentari non sono legate tanto ai gusti, quanto a una scarsa cultura del cibo sano e non solo per problemi economici. Infatti, il cibo di qualità: ortaggi, frutta, pesce e olio di oliva extravergine, è anche quello più costoso e, purtroppo, alcuni strati sociali non sono in grado di acquistarli con regolarità. Inoltre, i cibi migliori possono essere quelli che richiedono una preparazione più accurata e del tempo: pensiamo alle verdure cucinate e quindi rese più appetibili. In molte famiglie il tempo dedicato alla cucina con dedizione non sempre è possibile, perché entrambi i genitori lavorano e quindi spesso si ripiega su una pasta al volo, sulla classica fettina con insalata non sempre però è gradita ai bambini. La soluzione ci sarebbe, è sufficiente seguire i menù quotidiani di Zia Vittoria. Ogni giorno offre un menù completo con ricette semplicissime da fare e nel rispetto del valore a pH basico, il valore ideale della buona nutrizione e che tiene lontano infiammazioni, alterazioni metaboliche e soprattutto tiene fuori dalla porta di casa l’obesità infantile e adolescenziale, una delle peculiarità dei nostri ragazzi: siamo infatti la nazione con il più alto tasso di obesità infantile.

Troppo smartphone prima della nanna

I ragazzi italiani sono anche quelli che dormono peggio e meno rispetto ai coetanei europei. La colpa è anche dell’uso smodato dello smartphone prima di addormentarsi che influisce sui ritmi del sonno. È essenziale, in questo, che i genitori forniscano regole ben precise fin dal primo telefonino concesso alle medie: il cellulare va spento e riposto almeno un’ora prima di andare a letto. Come di consueto siamo noi adulti a dover dare il buon esempio: chiudiamo il cellulare e soprattutto non facciamolo entrare in camera di letto: dovrebbe essere un ospite sgradito! Non è utile a nessuno proibire ai piccoli il telefonino se poi gli adulti lo hanno sempre a portata di mano. Mostriamo ai ragazzi che gli interessi devono andare ben oltre il cellulare con: letture, ascolto della musica, attività sportive e salutari passeggiate.

Motiviamo i ragazzi allo studio

I ragazzi italiani non sono meno brillanti dei loro coetanei a scuola, anzi: sembra che il metodo di insegnamento sia anche molto valido. Sono però diffuse le insicurezze, le paure dei fallimenti, il lasciare da parte i propri interessi per concentrarsi solo sullo studio o, al contrario, considerare la scuola una perdita di tempo preferendo dedicarsi ad altro. E questo spiega l’alto tasso di dispersione scolastica. In effetti non è facile motivare i figli allo studio: a volte quando si cerca di spronarli o al contrario di non esagerare si ottiene l’effetto opposto. È quindi importante lasciare spazio alla loro autonomia, così da decidere secondo le loro preferenze e sostenendolo nel percorso, ovviamente sempre con una attenta supervisione. Quindi, evitiamo di sostenerli nei compiti a casa o spendere ore a far ripetere i concetti. Stimolano i loro interessi, regalando un libro attinente al un tema, andando insieme ad una mostra, visitando una città d’arte per far capire che la scuola non si limita a vivere tra quattro mura, ma è vivere la cultura. E se poi, invece, il ragazzo fa capire di preferire il lavoro all’istruzione universitaria, va sostenuto, aiutato a essere indipendente restituendo a qualsiasi professione scelta una dignità sociale.

Sahalima Giovannini

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