I pediatri sostengono l’importanza della buona scuola

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I pediatri sostengono l’importanza della buona scuola

Il presidente dei pediatri ribadisce le carenze strutturali e didattiche della scuola pubblica compreso il sovraffollamento: urge porvi rimedio per scongiurare un ritorno della pandemia

Aule affollatissime, bagni insufficienti, mancanza di strutture per lo sport. Può andar bene nei periodi normali, quando gli insegnanti si fanno in quattro per garantire la qualità della didattica supportati dal personale non docente e dalle famiglie. In situazioni di emergenza, come quella ancora al limite del Covid-19, i nodi vengono al pettine. Le carenze strutturali, gli spazi ristretti non sono sufficienti per garantire il distanziamento e la sicurezza igienica necessari. Gli insegnanti sono troppo pochi e così diviene davvero difficile garantire la ripresa in sicurezza della scuola. Anche i pediatri della Società Italiana di Pediatria, nella persona del presidente Alberto Villani, si sono espressi in merito.

Le carenze della scuola italiana

A parere del dottor Villani, la scuola in Italia è abbandonata a sé stessa da oltre un trentennio, dal punto di vista dell’edilizia scolastica, del personale docente e non docente. Il Covid-19 ha portato alla luce una situazione che i pediatri denunciavano già da tempo, ovvero che la scuola italiana è sopravvissuta finora grazie agli sforzi degli operatori, ma eravamo in condizioni normali. La pandemia, purtroppo impone nuove necessità e un modo diverso di fruire dei locali, è quindi arrivato il momento di investire sulla scuola, facendo molta attenzione alle misure di buon senso indicate nel documento del Cts, ovvero: distanziamento, igiene e mascherine quando necessarie. Molti stanno criticando le misure stabilite per la ripresa del prossimo anno scolastico: turni differenziati, lezioni in aula anche il sabato e online, ma il problema principale secondo la SIP sono gli spazi inadeguati e le strutture anacronistiche. Ci si chiede a quando risalgono le nostre scuole, quanti metri quadri sono garantiti nelle aule per ogni bambino e quanti siano i docenti a disposizione dei più piccoli. Il Covid-19 ha messo anche in luce i mancati investimenti sulla scuola. Ecco perché la ripresa scolastica è un’impresa. E il comitato di esperti del ministero e il ministro hanno dato delle indicazioni perché non si improvvisi, soprattutto quando in gioco c’è la salute dei bambini.

Si richiedono maggiori investimenti nella scuola

Il presidente dei pediatri rimarca quanto l’attenzione per i bambini si accende solo con le criticità. Occorrerebbe investire il quadruplo nella scuola, le strutture dovrebbero essere non solo sicure e spaziose, ma anche capace di far crescere cittadini consapevoli e preparati, con la didattica al mattino e l’educazione al bello nel pomeriggio con lezioni di musica ascoltata e suonata. L’educazione civica è stata inserita, ma i pediatri ritengono utile l’inserimento anche dell’educazione sanitaria: si avrebbero cittadini più sani, attenti a come si alimentano e meno inclini ad abitudini nocive. Spendiamo moltissimo per curare persone con obesità e malattie croniche e quasi nulla nella prevenzione, vera arma della sanità pubblica. La pandemia di Covid-19 ha ben mostrato l’importanza di investire sulla scuola e sui bambini, perché loro sono il nostro futuro.

Lina Rossi

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