

La ricerca medica in questo campo è attiva e continua ad evolversi. Il presente lavoro è stato condotto da Tyler J. Gallagher e Niels C. Kokot, MD, presso la Keck School of Medicine della University of Southern California a Los Angeles e pubblicato l’8 agosto 2024 in JAMA Otolaryngology-Head & Neck Surgery. Lo studio ha analizzato i dati di oltre quattro milioni di pazienti, evidenziando i potenziali effetti cancerogeni del THC, la sostanza madre dei cannabinoidi, l’esito primario è stata la maggior diagnosi di cancro della testa e del collo, comprese sedi secondarie quali tumori maligni del cavo orale, dell’orofaringe, del naso-faringe, della laringe, dell’ipofaringe e delle ghiandole salivari. Questo risultato smentisce l’innocuità dell’uso della cannabis.
I ricercatori hanno analizzato i dati di una rete di ricerca sanitaria a livello mondiale comprendente oltre 90 milioni di uomini e donne provenienti da 64 organizzazioni sanitarie negli Stati Uniti. Nell’analisi sono stati inclusi più di 4,1 milioni di pazienti, inclusi 116.076 individui con diagnosi di disturbo correlato alla cannabis e 3,9 milioni senza il disturbo. I disturbi legati alla cannabis comportano l’uso eccessivo con sintomi psicosociali associati alla compromissione del funzionamento sociale e/o lavorativo. I pazienti con disturbi legati alla cannabis sono stati abbinati a quelli senza il disturbo in base alle caratteristiche demografiche, ai disturbi legati all’alcol e all’uso di tabacco. Secondo i ricercatori, i pazienti con un disturbo correlato alla cannabis avevano un rischio più elevato di cancro alla testa e al collo rispetto a quelli senza il disturbo. Il rischio di tumori specifici era anche più elevato nel gruppo con disturbi correlati alla cannabis, comprese le neoplasie orali. Per il cancro laringeo era significativamente più alto nei pazienti con un disturbo correlato alla cannabis. I risultati suggeriscono che il disturbo da uso di cannabis è associato ad un aumento del rischio di tumori della testa e del collo, evidenziando la necessità di ulteriori ricerche per comprendere meglio i meccanismi coinvolti.
L’associazione tra cannabis e cancro alla testa e al collo, risultato di questo studio, ha abbracciato i due decenni durante la rapida crescita del consumo. “Se questa associazione è causale, il peso di queste forme tumorali attribuibili alla cannabis continuerà ad aumentare, e forse in modo drammatico” hanno affermato gli autori “Dato che la cannabis è ora un’industria da 20 miliardi di dollari solo negli Stati Uniti con disponibilità, uso e popolarità in espansione, questo potrebbe condurre su una strada senza ritorno. Una limitazione a questo studio potrebbe individuarsi nella mancanza di informazioni sulla durata dell’esposizione diretta al THC, sull’intensità e sul dosaggio tale da limitare la capacità di analizzare le relazioni dose-risposta. Lo studio ha un ulteriore limite: la mancanza di informazioni sul dosaggio e sulla frequenza del consumo di THC, compreso il consumo di alcol e tabacco.
Una cosa è certa, l’uso della cannabis o la sua sostanza madre, il THC, non è affatto un sostanza innocua, aumenta il rischio di schizofrenia del 30% negli adolescenti
Dott.sa Rosalba Trabalzini
Responsabile scientifico Guidagenitori.it
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