I risultati scolastici saranno scadenti se i ragazzi dormono poche ore

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I risultati scolastici saranno scadenti se i ragazzi dormono poche ore

donna pronta per parto
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La fine dell’anno scolastico si avvicina: per gli studenti dalle medie in poi si avvicinano i momenti più impegnativi. Manca un mese o poco più per l’ultimo sforzo, nel tentativo di rimediare qualche situazione incerta. Per i ragazzi di terza media e per quelli dell’ultimo anno delle superiori si avvicina anche il periodo degli esami, che spingono la fine della scuola ben più avanti, nel pieno dell’estate.

Perché arriva la stanchezza
Ci si sente stanchi ed è normale: le temperature più alte abbassano la pressione e fanno sentire un po’ giù di tono, ma al tempo stesso le giornate più lunghe e il clima mite invogliano a correre fuori, a tirare due calci al pallone o a fare una passeggiata con le amiche. Studiare diventa più difficile e non è raro che ci si aiuti con qualche tazzina di caffè, oppure che ci si svegli prestissimo per un ripasso dell’ultima ora o, ancora, che si vada a letto alle ore piccole. Alcuni ragazzi più grandi, poi, purtroppo non disdegnano nemmeno i superalcolici, nella convinzione di riuscire a lenire il senso di ansia che provano al pensiero del compito in classe o dell’interrogazione. Infine, dati recenti sulle abitudini degli adolescenti raccontano che oltre la metà dei ragazzi va a letto fra le 11 e mezzanotte, anche se il giorno dopo andranno a scuola. Queste cattive abitudini vanno combattute con tutte le forze, anche da parte dei genitori. È infatti sufficiente un adeguato numero di ore di sonno per sentirsi meglio, per riuscire a studiare con maggior profitto e rendere meglio al momento della prova.

Ddormire aiuta la memoria
Uno studio recente ha provato che sufficienti ore di sonno nei ragazzi dai 7 ai 12 anni facilitano l’abilità nel ricordare e nel riconoscere nuove parole. Un adeguato numero di ore di sonno ogni notte aiuta anche a combattere i disturbi di memoria e concentrazione. Questo succede perché durante la fase di sonno REM (Rapid Eye Movement), ossia di sonno onirico, il cervello è iperattivo: l’attività di fantasie e dei sogni svolge un ruolo fondamentale per la buona attività del cervello in fase di veglia. Infatti in questa fase il cervello rielabora le esperienze vissute nel corso della giornata, memorizza i concetti appresi e attiva i processi cognitivi. Se la fase REM è corta o manca, questi processi non si possono verificare e la persona durante la giornata è soggetta a cali di memoria, difficoltà di concentrazione, difficoltà di apprendimento nello studio e scarsa resa lavorativa. Per questo andare a letto tardi, avere un sonno disturbato significa non potere contare su una quantità e una qualità adeguata di fasi di sonno REM, che sono diverse nel corso di una notte di riposo: in altre parole, studiare durante il giorno e andare a letto a una ora decente aiuta di più, in fatto di memoria e di concentrazione, che cascare sui libri fino a mezzanotte e anche oltre. E perfino un sonnellino pomeridiano più aiutare: è il caso di approfittarne, visto che gli studenti medi e superiori sono a casa per il pasto. Dopo aver mangiato, infatti, si verifica un naturale calo di attenzione e si è preda della sonnolenza. Questo può rendere difficile la concentrazione. Stendersi e chiudere gli occhi per 20-30 minuti (non di più) significa svegliarsi più riposati e ricettivi allo studio pomeridiano. Non solo: dormire un po’ a metà giornata aiuta anche a memorizzare i concetti appresi nell’orario scolastico. Attenzione, però: si deve trattare davvero di un sonnellino di mezz’ora al massimo, non di un pomeriggio trascorso sul letto o sul divano leggendo fumetti o ascoltando l’iPod…

Le conseguenze delle cattive abitudini
Così come il sonno notturno e – in dosi moderate – diurno può aiutare, altrettanto alcune abitudini possono rivelarsi controproducenti. Un classico è il bere troppo caffè, abitudine alla quale ricorrono spesso gli studenti italiani per riuscire a tenere il ritmo con la fatica di compiti e di esami. La caffeina è una sostanza che svolge un effetto stimolante sull’organismo e, in dosi moderate, può anche avere un gradevole effetto digestivo e tonico, aiutando la concentrazione nello studio pomeridiano. Per i ragazzi più giovani, però, che sono poco abituati ad assumerla, può avere effetti eccitanti, soprattutto se assunta in alte dosi e nelle ore serali. Infatti la caffeina ha bisogno di alcune ore per essere smaltita completamente dall’organismo e può impedire un buon sonno, con le conseguenze che sono state già descritte. Non si deve dimenticare che grandi quantità di caffeina sono contenute negli “energy- drink”, bevande energizzanti, che possono contenere fino all’equivalente di tre-quattro tazzine di caffè. Pollice verso anche per gli alcolici: fanno male sotto tanti aspetti e il sonno (e lo studio) ne possono risentire. Vino, liquori, drink alcolici contengono tiramina, che stimola la liberazione della noradrenalina, una sostanza chimica naturale che favorisce l’eccitazione. Se l’assunzione di alcolici non è limitata a un solo episodio, ma è assunta in modo cronico, può causare disturbi del sonno. Dopo la sonnolenza iniziale, all’assunzione di alcolici subentra uno stato di eccitazione che impedisce il rilassamento. Inoltre è certo che l’assunzione di alcolici provoca una riduzione di tutte le fasi del sonno (REM e non-REM), che permettono di recuperare energie e di rielaborare nozioni e concetti appresi durante il giorno. Per questo motivo chi beve troppo non solo soffre di insonnia, ma ha problemi di concentrazione e apprendimento.

Giorgia Andretti
Consulenza del professor Piernicola Garofalo
Responsabile UO di Endocrinologia dell’età evolutiva
dell’ospedale “Vincenzo Cervello” di Palermo

Presidente della Sima – Società italiana di medicina
dell’adolescenza

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