Effetto collaterale del Covid: disagio mentale

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Effetto collaterale del Covid: disagio mentale

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La pandemia di Covid-19 va avanti tra comparsa di nuove varianti e campagna vaccinale che procede a volte un po’ a singhiozzo. Siamo a luglio, l’autunno sembra lontano ma arriverà prima che non si dica e la scuola non ha ancora linee guida ben precise. È l’invito, anzi la preghiera che la SIMPEF, Sindacato medici pediatri di famiglia, rivolge agli adulti, i responsabili non solo della salute fisica, ma del benessere mentale dei giovanissimi. Una società responsabile non deve sottovalutare questo aspetto, purtroppo, disatteso.

Il Covid ha strappato la socialità dei ragazzi

Sono soprattutto i ragazzi, gli adolescenti, i giovani ad aver risentito del forzato allontanamento dal gruppo.  È a questa età che i rapporti sociali, con i coetanei, gli amici, i compagni di scuola sono essenziali per il corretto sviluppo psicologico e per il benessere mentale. Certo, quando la pandemia è esplosa, quando il virus era sconosciuto, l’obiettivo primario era salvare vite e l’unica soluzione era il distanziamento sociale. Adesso il virus si conosce, le armi ci sono e il Sindacato dei medici pediatri ribadisce l’importanza di lavorare, insieme e da subito, per la ripresa scolastica in presenza per evitare di ricadere nella situazione dell’anno passato. I ragazzi non potrebbero sopportare un’ulteriore stagione di reclusione e separazione dagli amici. Per questo, il mondo degli adulti deve da subito porsi il problema di come scongiurare la reiterazione delle condizioni vissute fino alla scorsa primavera, a colpi di quarantene, Dad, segregazione da amici. L’incertezza del futuro può causare seri problemi psicofisici.

Che cosa si può fare per gli adolescenti

È importante promuovere una serie di azioni, a più livelli. Si dovrebbe iniziare dalla ripresa della contrattazione per il rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale di lavoro finalizzato anche al perseguire il completo radicamento territoriale della pediatria di famiglia. A seguire la convocazione di una conferenza unitaria con la partecipazione di tutte le professionalità attinenti alla salute del bambino con l’obiettivo di individuare un modello organizzativo, culturale e professionale, così da mettere in luce le potenzialità assistenziali di una pediatria integrata. Oltre a queste azioni, che competono alle istituzioni, è essenziale il ruolo delle famiglie soprattutto sull’opportunità se sottoporre o meno i minorenni alla vaccinazione Covid. La diffusione delle varianti Covid-19, come quella attuale – Delta – dipende anche e soprattutto dalla quantità di ragazzi vaccinati. Più ragazzi saranno immunizzati, maggiore sarà la ripresa della scuola e qualsiasi altra attività dal vivo.  

La paura può far tornare i detestabili Lockdown

Sono molti i genitori timorosi nel far sottoporre i bambini e i ragazzini al vaccino, prestando fede a notizie che non hanno nulla di scientifico, purtroppo, circolanti sui social, i canali che sono a portata di tutti e che troppo spesso danno adito a disinformazione. Il messaggio che sotterraneamente passa è che i vaccini sono solo utili alle case farmaceutiche per fare utili.  In realtà il solo disagio che causa la vaccinazione è un lieve malessere passeggero e non dà altri problemi. Quindi, invece che affidarsi a fonti non scientifiche, è bene parlarne con il proprio pediatra per essere informati sull’importanza di immunizzare i più giovani. Solo in questo modo sarà possibile tornare a scuola, a fare sport, a uscire con gli amici con le dovute accortezze per tornare nuovamente insieme, ma soprattutto preservare il benessere psichico degli adolescenti.

Lina Rossi


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