

Alcune persone cercano di controllare o fermare i sentimenti negativi ferendo se stessi, per loro è un modo per cercare di annullare il dolore. Per altre persone l’autolesionismo è un modo per provare stati emotivi piuttosto che percepire il vuoto emotivo, può essere un modo per esprimere sentimenti di disperazione. Per questo l’autolesionismo è riconosciuto come un segnale emesso dalle persone in profonda difficoltà e come tale deve essere preso sul serio e mai ignorato, infatti, corrono un rischio maggiore di tentare il suicidio. Gli adolescenti sono le persone maggiormente interessate al fenomeno,
Gli autolesionisti potrebbero: tagliarsi, graffiarsi, ustionarsi così che sul corpo restino delle ferite e che volontariamente scelgono di non farle guarire. È un modo per traslare il dolore emotivo in dolore fisico. Altri modi per esprimere il proprio malessere sono: tirarsi i capelli, mordersi o colpire parti del corpo contro qualcosa di duro. Il farsi del male può diventare un’abitudine ed alla fine l’autolesionismo può provocare lesioni gravi, cicatrici, condizioni mediche, fino a morte accidentale. Alcuni adolescenti affrontano le emozioni forti in modi meno ovvi ma comunque sempre seri. Questi includono il binge drinking, l’assunzione di molte droghe, il sesso non sicuro o la fame.
Questa forma di autolesionismo sta diventando comune tra gli adolescenti, creano identità alternative su social media pubblicando commenti crudeli su loro stessi. Le identità alternative di riflesso potrebbero ricevere commenti crudeli anche da altre persone come nel cyberbullismo
Gli adolescenti che si auto lesionano spesso cercano di nasconderlo, infatti si vergognano del loro comportamento e temono di essere per questo rifiutati. I ragazzi potrebbero evitare attività come il nuoto, in cui si possono vedere le gambe, le braccia o il busto, o indossare abiti che coprano braccia e gambe. A livello comportamentale sono presenti cambiamenti nei loro schemi di sonno o alimentazione perdendo inoltre interesse per le attività che di solito erano piacevoli, come ad esempio vedere gli amici. Alle volte può esserci un calo nelle prestazioni scolastiche. L’emotività fa sempre la sua parte in modo preponderante, i ragazzi potrebbero essere irritabili anche per situazioni futili e per questo apparire tristi o senza speranza sembrandosi stanchi o con pochissima energia.
È naturale sentirsi in colpa o addirittura arrabbiato alla scoperta di avere un figlio autolesionista. È meglio evitare di reagire con rabbia o minacce, mantenere la calma, non giudicare e fermarsi invece ad ascoltare, cercando di avere più informazioni sui pensieri, i sentimenti e i comportamenti dei ragazzi per trovare il modo su come aiutare. È bene dire qualcosa del tipo: Vorrei aiutarti a guarire quei tagli, proviamo ad andare insieme dal medico specialista per capire come risolvere questo comportamento che ti sta provocando malessere. Dopo aver stabilito un rapporto di fiducia con il ragazzo prendere subito un appuntamento con il medico specialista che saprà trovare il modo per interrompere il comportamento non adeguato attraverso una psicoterapia CBT e, se necessario, il supporto farmacologico.
Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Responsabile scientifico Guidagenitori.it
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