

Ieri 8 febbraio è stata presentata la ricerca a Palazzo Giustiniani promossa dal Censis: Adolescenti e millennials, sessualità e prevenzione. L’indagine ha evidenziato la realtà a proposito della conoscenza delle malattie sessualmente trasmissibili da parte degli adolescenti, quale è la percezione del rischio che si corre, l’età in cui si hanno avuto i primi rapporti sessuali completi, da parte di chi si hanno le informazioni e conoscenza dell’HPV e relativo vaccino. Il target sono stati 1.000 ragazzi nelle seguenti fasce di età: 12 – 14 anni , 15 – 17 anni, 18 – 21 anni e 22 – 24 anni.
La percezione che si ha oggi è che la sessualità sia divenuta un diritto degli adolescenti al quale anche le famiglie più tradizionali si stanno adeguando. Ma quanto gli stessi adolescenti siano preparati viverla nel rispetto della sicurezza, non solo per evitare gravidanze indesiderate ma, per evitare il contagio di malattie trasmesse attraverso la sessualità, mostra una lacuna da colmare il prima possibile. Infatti, solo il 15,3% del campione si ritiene molto informato, il 66,3% si giudica abbastanza informato e il 18,4% è poco informato o quasi nulla. Questi numeri rapportati all’età delle prime esperienze sessuali fanno pensare alla necessità di informare meglio e di più i ragazzi. Le prime esperienze sessuali non complete i ragazzi iniziano ad averle per il 13,3% tra i dodici e quattordici anni e di questi il 5,3% sono stati rapporti completi. In media tra tutti gli intervistati hanno avuto rapporti completi a 17,1 anni senza distinzione di sesso. La protezione messa in atto è soprattutto rivolta all’evitare gravidanze indesiderate, il 92,9% sostiene di fare attenzione. E’ ridotta la percentuale dei ragazzi che utilizzano precauzioni per evitare il contagio di malattie sessuali, il 74,5%. Il metodo utilizzato per la protezione è del 70,7% con profilattico, il 17,6% fa ricorso alla pillola anticoncezionale, il 13,2% con coito interrotto, il 3,4% utilizzando la pillola del giorno dopo e il 3,4& evita i rapporti nei giorni a rischio. Questi risultati indicano chiaramente la confusione che esiste tra la prevenzione delle gravidanze e quella delle malattie infettive, come se il problema fosse unico: in realtà la prevenzione di una gravidanza indesiderata non coincide con quella delle malattie infettive.
Le fonti informative cui gli adolescenti attingono sono nell’ordine: scuola 53,8%, TV 37,8%, amici e germani 37,3%, genitori e parenti 36,3%, internet e siti specializzati 22,1%, internet social e blog 16,1%, libri e riviste 12,2% e infine medici e farmacisti 9,8%. L’informazione certificata da specialisti della salute arriva ai ragazzi solo per una piccola quota, questo potrebbe significare che le informazioni recuperate da amici, famigliari e blog non sempre sono attendibili. Considerato che le malattie trasmesse sono non solo tante ma importanti, come le infezioni da HPV, che ben sappiamo sono forme pre-cancerose, che se non trattate potrebbero evolvere in vera malattia cancerosa, la corretta in formazione si rende oltremodo necessaria. Così come è necessaria la consapevolezza che una semplice vaccinazione nella fascia di età tra gli undici e i dodici anni mette al riparo sia i maschi sia le femmine da potenziali rischi infettivi dal HPV e conseguentemente dai condilomi genitali e dalle potenziali forme di cancro a carico del sistema ano genitale, del collo dell’utero e della bocca.
Il servizio SOS adolescenza, offerto gratuitamente dai medici dall’Associazione Guida per Genitori, risponde a qualsiasi tipo di vostra domande, affinché possiate essere il vero riferimento certificato per i ragazzi. L’informazione ai ragazzi deve partire già nella fase pre—adolescenziale così come la vaccinazione verso l’HPV , deve essere somministrata a tutti: maschi e femmine tra gli undici e dodici anni senza si e senza ma, è per proteggere la loro salute futura.
dott.ssa Rosalba Trabalzini – responsabile scientifico guidagenitori.it