

Oltre 700.000 giovani convivono con problemi di salute mentale: ansia e depressione in prima linea. Questo dato allarmante, emerso dal recente report OCSE – Promoting good mental health in children and young adults. Best practices in public health – mette in luce una crisi che non può più essere ignorata.
Oltre un miliardo di persone nel mondo convivono con un problema psichico, in Europa una persona su sei è affetta da disturbi mentali, ma purtroppo una su tre non riceve cure adeguate. L’Italia non fa eccezione, anzi si trova in una posizione particolarmente critica.
Lo studio pubblicato su European Psychiatry evidenzia come il 74% dei problemi di salute mentale insorga entro i 24 anni. Questo rende fondamentale concentrarsi sulla prevenzione e attivare un intervento precoce tra adolescenti e giovani adulti. Fattori biologici, esperienze traumatiche, esposizione a nuove sostanze e lo stigma sociale contribuiscono all’aumento di casi di ansia, depressione e altre forme di disagio in questa fascia d’età. La pandemia di COVID-19 ha ulteriormente aggravato la situazione, causando un aumento del 25% dei casi di ansia, depressione e solitudine. Questo ha amplificato il carico personale, sociale e familiare, mettendo a dura prova un sistema già fragile.
La carenza di personale sanitario formato per accudire il disagio psichico ha contribuito a far crescere i segnali di disagio, in particolare tra adolescenti e anziani. Il problema non si limita ai giovani. Con l’aumento dell’aspettativa di vita, si è assistito alla comparsa di problemi psichici anche tra gli adulti e anziani. Disturbi cognitivi, depressione e problemi legati al sonno sono sempre più comuni, dovuti a fattori come solitudine, perdita del ruolo sociale, insicurezza percepita e paura della morte.
In questo contesto, l’Italia si trova drammaticamente indietro rispetto ad altri Paesi europei e occidentali. Mentre nazioni come Gran Bretagna, Spagna e Danimarca hanno già attivato campagne di sensibilizzazione su larga scala, in Italia il tema è sottovalutato. Per questo è urgente parlarne, sensibilizzare e aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica, combattere lo stigma e favorire una maggiore attenzione istituzionale verso i problemi di salute mentale.
La psichiatria sociale ha il compito fondamentale di individuare i determinanti sociali e genetici della malattia mentale, riconoscendo come l’interazione tra fattori biologici e ambientali possa creare vulnerabilità e aumentare il rischio di sviluppare problemi psichici.
Sui giovani deve essere concentrata la nostra attenzione, lavorando attivamente sulla prevenzione a tutti i livelli. Lo studio delle relazioni sociali, dei fattori di rischio e dell’interazione con l’epigenetica può consentire di costruire strategie più efficaci, personalizzate e inclusive.
Non possiamo più permetterci di ignorare questa emergenza sanitaria e sociale. La salute mentale dei giovani deve diventare una priorità nazionale, con investimenti adeguati in prevenzione, ricerca e servizi di supporto. Solo attraverso un impegno congiunto di istituzioni, professionisti e società civile sarà possibile affrontare efficacemente questa sfida e garantire un futuro migliore alle nuove generazioni.
Noi di Guidagenitori.it è da 26 anni che facciamo la nostra parte pubblicando e rispondendo alle domande che ci vengono poste dai genitori a proposito dei problemi adolescenziali.
Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Medico psichiatra – Laureata in Psicologia clinica
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